Asso di denari

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L’inefficienza della pubblica amministrazione danneggia l’Italia più dell’evasione fiscale

Il malfunzionamento della Pubblica amministrazione (Pa) italiana è stato quantificato dalla Cgia di Mestre e da The Boston Consulting Group. Ecco cosa è risultato.

L’inefficienza della pubblica amministrazione pesa per 176,6 miliardi, secondo i calcoli della Cgil di Mestre. Nel dettaglio il deficit logistico-infrastrutturale penalizza il sistema economico per un importo di 42 miliardi di euro l’anno; i debiti della Pa nei confronti dei fornitori ammontano a 64 miliardi di euro (di cui 34 ascrivibili ai ritardi nei pagamenti); il peso della burocrazia grava sulle Piccole e medie imprese (Pmi) per un importo di 31 miliardi di euro l’anno; gli sprechi, le inefficienze e la corruzione presenti nella sanità costano 23,6 miliardi di euro l’anno; la lentezza della giustizia civile costa al sistema Paese 16 miliardi di euro l’anno.

L’inefficienza della pubblica amministrazione pesa più dell’evasione fiscale, che la Cgia ricorda essere quantificata dal Ministero delle Finanze intorno ai 110 miliardi di euro l’anno. La stessa inefficienza, sottolinea ancora la Cgia, è tra le cause dell’evasione fiscale.

L’inadeguatezza delle infrastrutture comporta 1.506 morti in incidenti stradali ogni anno, secondo quanto ha calcolato col sistema del ‘Public Impact Gap’ dal Centre for Public Impact (fondazione di The Boston Consulting Group), messo a punto per misurare le performance di alcune amministrazioni paragonabili (governi o enti locali) riguardo a una serie di tematiche che hanno un effetto concreto sulla vita dei cittadini: salute, ambiente, istruzione e così via. La Cgia di Mestre per conto suo osserva che le carenze infrastrutturali penalizzano l’export del made in Italy, in particolare al Nord, dove più forte è la propensione ad esportare.

L’inefficienza dell’istruzione pubblica superiore fa perdere 1,16 milioni di studenti, calcola ancora il Centre for Public Impact.
 

Asso di denari

" Un po' come la legge di gravità e le leggi della fisica in generale, l'economia ci appare spesso come un limite, una gabbia, tanto che qualcuno l'ha anche definita ""la scienza triste"". Ma per l'economia, come per la fisica, il manto di grigiore che l'avvolge davanti agli occhi dell'ordinary man, l'uomo qualunque, può essere squarciato e regalare l'immensa sorpresa di un universo tutto da scoprire, dove non esistono solo vincoli ma anche opportunità. Così come, pur senza essere un angelo e senza avere ali, scoprendo le leggi della fisica l'uomo ha sfruttato l'opportunità di riuscire a volare, così - ed è quello che ci prefiggiamo con questo blog - affrontando l'economia senza timori, ciascuno può provare a divenire un asso. Non un asso dell'aviazione ma un asso di denari "

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Commenti (1)

  • E poi vogliono assumere altri 500.000 statali allegria!!

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