Cronache marziane

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#GUERRIERI sul Monte Amiata

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Mentre ancora imperversa la campagna #GUERRIERI sono diversi i “fronti” aperti per Enel, la più grande azienda elettrica italiana. Fra questi lo sfruttamento della geotermia, energia che in molti credevamo verde, pulita e rinnovabile. Terreno di battaglia è  - per ora – il monte Amiata.  Schierati: i comitati degli abitanti, la Regione Toscana e forse anche altri “stakeholders”, che non avrebbero agito allo scoperto.

Dall’inchiesta sui lavori della TAV in Toscana, che ha portato all’arresto di Maria Rita Lorenzetti  (ex presidente di Italferr e della Regione Umbria) si proietta una luce inquietante sull’autorizzazione concessa ai lavori per la mega centrale Enel di Bagnore 4 - in costruzione nel versante grossetano dell’Amiata - che si configurerebbe come uno dei vari risultati messi a segno dalla “squadra” della Lorenzetti, su cui indaga la Procura di Firenze.

Il dubbio è sollevato da SOS Geotermia, il Coordinamento dei Comitati dell’Amiata, dove lo sfruttamento geotermico è partito sin da fine anni Cinquanta utilizzando quell’energia posseduta dalla terra, sotto forma di calore nelle rocce di profondità,  per produrre soprattutto energia elettrica.

La “squadra”, scrive il gip Angelo Antonio Pezzuti, “riporta ad un articolato sistema corruttivo”.  Alcuni dei meccanismi li ha raccontati Presa diretta, il programma di Riccardo Iacona, nell’interessantissima puntataLavori in corso”: con gli uomini giusti messi al posto giusto, e quelli sbagliati messi in condizione di non nuocere, si sarebbero ottenuti anche iter “facilitati” per vari progetti. Fra questi, avvertono i Comitati,  potrebbe esserci Bagnore 4.

Questa ulteriore centrale da 38 megawatt è fortemente avversata dal Coordinamento amiatino, che si oppone anche al raddoppio degli impianti nel versante senese e che da anni tenta di denunciare le conseguenze dello sfruttamento geotermico su un’area dove vivono 43.000 persone. Come è sempre più diffuso e necessario nelle battaglie per la difesa di salute e ambiente, i comitati di SOS Geotermia si sono messi a studiare la materia. Si sono avvalsi di scienziati ed esperti indipendenti, fanno rete con altri comitati, condividono saperi e informazioni; poi manifestano, ricorrono alla magistratura, chiedono ai media attenzione e l’intervento delle istituzioni.

Sul sito SOS Geotermia è possibile trovare resoconti sull’avvelenamento dell’aria, che dai gas in uscita dagli impianti riceverebbe grandi quantità di sostanze nocive (idrogeno solforato, ammoniaca, arsenico, radon, mercurio, altri metalli pesanti, ecc.); sull’avvelenamento dell’acqua, che assorbe gli inquinanti attraverso i fluidi geotermici in risalita. Inoltre si sottolinea che il geotermico di acqua ne consuma tanta. Il Professor Andrea Borgia (geologo e vulcanologo, docente all’Università di Milano e all’Arizona State University) stima che il bacino dell’Amiata – da cui ricevono acqua potabile circa 700.000 abitanti in tre province - da quando è iniziato lo sfruttamento della geotermia ha perso una quantità di acqua pari al consumo per 100 giorni di tutta la popolazione mondiale.

Come se non bastasse, si aggiunge il problema della subsidenza (l’abbassamento del suolo) ed il non secondario allarme sui terremoti indotti dalle trivellazioni per i progetti geotermici, come ribadito da recenti sudi dell'Università Federico II di Napoli.

Le preoccupazioni di SOS Geotermia non poggiano sulla paranoia: lo studio effettuato in collaborazione con Medicina Democratica, sulla base della ricerca pubblicata nel 2010 della ARS Toscana (Agenzia Regionale di Sanità), rileva che “per tutti i tumori sono segnalati eccessi (circa 30%) statisticamente significativi in tre paesi: Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio e Arcidosso”. Nello studio si evidenzia inoltre la mancanza di una valutazione dell’impatto combinato di tutti gli inquinanti sulla salute.

La Regione Toscana, da sempre favorevole allo sfruttamento della geotermia, intanto si interessa agli “stili di vita” degli abitanti dell’Amiata. Scrive Roberto Barocci, autore del libro “Arsenico e scellerati progetti”:

“La Usl 9, (….) preso atto dello studio epidemiologico dell’Ars, che ha evidenziato negli uomini un eccesso di mortalità statisticamente significativo del +13% nei comuni geotermici dell’Amiata, ha proposto e ottenuto, in accordo con la Giunta Regionale, finanziamenti per 18.000 euro per ricerche su problemi della salute correlati all’uso di alcol, del tabacco e alle malattie infettive, causate da virus, tramite esposizione a fluidi corporei come sperma, liquidi vaginali e sangue infetto”.

Insomma, occhio a bacco, tabacco e “venere”…Ancora una volta al centro della scena ci sono i comportamenti individuali. In effetti ci vorrebbe una bella ramanzina sugli “stili di vita” a quei montanari debosciati che, è cosa risaputa, esagerano col castagnaccio, fanno di rado jogging ed in fatto di sesso hanno costumi che… solo dio lo sa!

Per ora, a Piancastagnaio si taglian nastri all’impianto “rinnovato” ed il progetto di Bagnore 4 è sempre in piedi. Per ora, la geotermia si espande: in altri siti della Toscana, ma anche in Umbria e Lazio, sono previste numerose nuove trivellazioni a scopo esplorativo o per la “sperimentazione di impianti pilota”.

Per ora l’ENEL, unico gestore dei vecchi e nuovi impianti geotermici toscani, continua a sostenere che la geotermia è pulita. Intanto affida alla sapienza dei pubblicitari un sostegno massiccio alla sua immagine: #Guerrieri , con il suo versante “social”, dà il segno dello sforzo.

Il caustico lavoro di subvertising che invece si ritrova in rete (come l’immagine no copyright che correda questa riflessione) fornisce tutta un’altra prospettiva. Pare, poi, che sulla home del sito guerrieri/enel ci fosse anche un box per i messaggi Twitter,  #Guerrieri, che ora non c’è più: erano troppo i “cinguettii” per nulla lusinghieri….

Gli eroi della campagna Enel, descritti come “protagonisti di piccole e grandi battaglie quotidiane”  fanno pensare, osserva un esponente di SOS Geotermia “al protagonista del film l’Intrepido di Amelio. Sono buoni e sfruttati, cornuti e mazziati, ma orgogliosi di esserlo. Passa l’ineluttabilità di una condizione: sei un eroe, e tanto ti basti!”. Mi si perdoni l’ autocitazione di un post precedente: il bello della rete sta anche nell’osmosi delle idee…

Al monte Amiata - che un tempo fu un vulcano e fu anche sacro -  ed alle popolazioni che vi abitano sembra riservato un modello di “sviluppo” con ridotti benefici e molti danni. Dopo che generazioni di amiatini si sono ammalate e sono morte lavorando nelle miniere di mercurio; dopo che le miniere hanno chiuso i battenti ormai dagli anni Ottanta, la politica non riesce a figurare possibili alternative per quest’area, dove sono in molti a sentirsi trattati come in un territorio coloniale.

Due i documentari indipendenti per raccontare l’Amiata e i suoi #Guerrieri. Uno è “Un Monte d’acqua”, nato dall’incontro fra un gruppo di mediattivisti ed i Comitati amiatini, che cerca il finanziamento collettivo tramite ProduzioniDalBasso. L’altro è il capitolo dedicato alla geotermia nel più ampio progetto “Green lies”, della SMK Videofactory, che si propone di indagare gli aspetti “oscuri” della green economy, in uscita dal gennaio prossimo e futura licenza Creative Commons. Attendiamo con interesse i risultati.

ENEL RISPONDE: "INAUGURAZIONE PIANCASTAGNAIO ALLA LUCE DEL SOLE"

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" Nasce in un'epoca di diffuso ottimismo che un po' le rimane addosso - ma sempre unito al pessimismo della ragione. Giornalista pubblicista, lavora come sceneggiatrice per il cinema, critico cinematografico, organizzatrice culturale, libraia, in un andirivieni fra Italia e nord Europa. Purtroppo non sopporta il freddo e si stabilisce in patria. A questo punto, però, ""scende in campo"": si occupa dell'ufficio stampa dell'USB (Unione Sindacale di Base), di documentari e, a tempo perso, di giardinaggio e orticultura. "

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