Cronache marziane

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Aborto: che vi piaccia o no, saranno sempre le donne a decidere

La grande manifestazione che in Spagna respinge al mittente la legge con cui il governo Rajoy vuole riportare l’aborto nella clandestinità è una bella lezione, fondata su un dato di fatto incontrovertibile: saranno sempre le donne a decidere.

Piaccia o no all’esecutivo del partito Popolare spagnolo, al ministro della “Giustizia” Gallardón, primo firmatario del disegno di legge, e a tutti i sedicenti “difensori della vita” sparsi in ogni luogo, le cose stanno così: la prerogativa di essere o non essere madri su questo pianeta spetta alle donne. Sono solo le donne a scegliere se dare corso a ciò che è una potenzialità, non un destino.

La natura stessa ci ha dato questa facoltà e cercare di strapparcela è come volersi contrapporre alla legge di gravità. Perché se una donna non vuole avere un figlio, in un modo o nell’altro si opporrà alla maternità che le si vuole imporre. Abortendo clandestinamente, abbandonando la prole, o “tirandola su” senza interesse e senza amore – una forma di rifiuto ancor più radicale.

È crudele? Forse sì, come è crudele il fatto che, prima o poi, tutti lasceremo questa terra. Crudele ma reale.

A molti piacerebbe trattarci come delle incubatrici, da cui i nuovi nati vengono sfornati  via una volta terminata la cottura (per andare a rimpolpare orfanotrofi?). Ma una donna non è un luogo di transito. Se ancora non lo avete capito, chiedete alle vostre madri che tipo di esperienza è stata darvi la vita.

A tutti coloro che della vita si ergono paladini, ed in particolare ai governi che sostengono di abbracciare questa causa (il disegno Gallardón è intitolato “Legge organica per la protezione della vita del concepito e dei diritti della donna incinta”), qualche suggerimento: mettete in atto provvedimenti che tutelino nei fatti le donne che vogliono dei figli. Fate in modo che non perdano il lavoro quando rimangono incinte; che non vengano relegate nella precarietà o in part-time con paghe da fame; che ci sia più tempo retribuito per le cure parentali, per le donne e per gli uomini che dei figli vogliono occuparsi. Leggi (e controlli) servono anche a questo. E se la procreazione vi sta veramente a cuore, fate sì che crescere dignitosamente i nuovi nati non sia un “affare di donne”, ma della collettività tutta: create servizi, asili nido, scuole decenti, piazze dove i bambini possano giocare.

Tutto questo non servirà certo a convincere le donne che non vogliono essere madri. Servirà invece a quelle che vorrebbero, ma trovano ostacoli sociali e materiali al proprio desiderio.

In un’Europa che da sogno si è trasformata in incubo, dove ci sono anche governi che trattano le donne come incapaci da mettere sotto tutela, rispedendole a rischiare vita e salute nell’aborto clandestino, diciamo grazie alle donne spagnole – ed anche ai tanti uomini scesi in piazza con loro - per averci dato un segno forte nella giusta direzione.

"Vietare l'aborto tranne in caso di stupro o di malformazione del feto"

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" Nasce in un'epoca di diffuso ottimismo che un po' le rimane addosso - ma sempre unito al pessimismo della ragione. Giornalista pubblicista, lavora come sceneggiatrice per il cinema, critico cinematografico, organizzatrice culturale, libraia, in un andirivieni fra Italia e nord Europa. Purtroppo non sopporta il freddo e si stabilisce in patria. A questo punto, però, ""scende in campo"": si occupa dell'ufficio stampa dell'USB (Unione Sindacale di Base), di documentari e, a tempo perso, di giardinaggio e orticultura. "

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