Curarsi mangiando

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“Ho paura che mia figlia diventi anoressica”: segnali per riconoscerla

foto archivio

Ogni genitore vorrebbe proteggere i propri figli dai disturbi del comportamento alimentare, ma talvolta, involontariamente, è lo stesso genitore che li influenza e li conduce verso scelte sbagliate.

Il primo consiglio per prevenire che questo avvenga è quello di non concentrarsi sul peso quando si parla di qualcuno con i propri figli, quindi di non far capire loro che l’apparenza e la magrezza siano importanti, mentre il grasso non serve a nulla; bisogna, invece, cercare di dar loro un’immagine positiva del corpo, invitandoli a prendersene cura, magari consigliando loro un po’ di attività fisica.

Altro consiglio importantissimo è quello di pranzare o cenare insieme con tutta la famiglia, in modo da dar loro un esempio salutare di come si sta a tavola e di come mangiare, senza però metterli sotto pressione se un giorno decidono di non voler mangiare. Sarebbe opportuno promuovere uno stile di vita salutare mettendo in dispensa frutta e verdura, cereali integrali, legumi, acqua ed altri cibi che non siano snack, patatine, bibite gassate, per educarli sin da piccoli a mangiar bene ed a non ritrovarsi con qualche chilo di grasso in più in età adolescenziale. Nel fare la spesa insieme ai figli non bisognerebbe dividere gli alimenti in buoni e cattivi, perché il mangiare non deve essere né imposto, né vietato e, soprattutto, il cibo non deve essere visto come punizione o come ricompensa.

Ma quali sono i segnali che si possono notare in una ragazza che sta per diventare anoressica? Il primo campanello d’allarme è la volontà di mangiare cibo più sano, escludendo dapprima il cibo spazzatura, poi i dolci, poi i carboidrati e pian piano escludendo anche le proteine, per non mangiarli più, eliminandoli definitivamente. In realtà si finge di voler mangiare meglio, ma non si vuole mangiare più.

Il secondo sintomo è quello di non vedersi bene allo specchio, questo è ormai risaputo, accompagnato dalla mania di coprirsi di più, di indossare capi larghi, in modo da mascherare la vera forma fisica e di nascondere le parti del corpo che piacciono di meno. L’adolescenza è una fase della vita in cui l’umore non è molto stabile, ma quando una ragazza sta per cadere nella trappola dell’anoressia, tende ad isolarsi dal mondo esterno, non vuole rapportarsi con gli altri e dice bugie, la più frequente è quella di aver mangiato, invece ha buttato via il cibo nella spazzatura. Se si tratta di una ragazza responsabile, perfezionista, brava a scuola, che non dice bugie e rispetta gli orari serali, ma che da un momento all’altro diventa salutista, mangia sempre meno, si isola dalla società, si chiude per giorni nella sua stanza, allora genitori alzate le antenne!

Vostra figlia ha bisogno di voi! Il genitore ha un ruolo fondamentale in questa malattia, può esserne la causa ma nello stesso tempo la soluzione, se si riconoscono subito i sintomi o anche in seguito all’esordio della malattia. Si tratta di un disturbo multifattoriale e per essere curato ha bisogno dapprima di un supporto psicologico e poi nutrizionale; qualora doveste avere un caso di anoressia in famiglia non affidatevi a voi stessi, ma chiedete l’aiuto di uno psicologo e di un nutrizionista.

Curarsi mangiando

Il Dott. Francesco Garritano, laureato dapprima in Chimica e tecnologia farmaceutica, poi in Scienze della nutrizione è un biologo nutrizionista che, premiato dalla passione per il suo lavoro, esercita la sua professione in tutte le province calabresi, a Roma, a Milano, a Vicenza ed a Taranto. Ormai da tanti anni è entrato nel network dei medici di segnale, uniti dall’acronimo GIFT, il quale indica i principi sui quali si basa una sana alimentazione preventiva e curativa: Gradualità, Individualità, Flessibilità, Tono muscolare. Nel mese di maggio ha presentato il suo primo libro, frutto dell’esperienza di questi anni di lavoro, “Il dimagrimento parte dalla testa”, uno scritto che sottolinea quanto sia importante l'aspetto psicologico nel momento in cui si decide di iniziare un percorso con il biologo nutrizionista, definendo la costanza, la determinazione e la motivazione punti cardini dello stesso percorso. Inoltre, svolge la professione di docente e relatore in vari convegni in tutta la Calabria e su tutto il territorio nazionale, poichè responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi

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