Curarsi mangiando

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Tutto sulla mononucleosi: cause, sintomi e come prevenirla

Tutto sulla mononucleosi: cause, sintomi e come prevenirla

Il virus Epstein-Barr è un fattore che può provocare una malattia fastidiosa e largamente conosciuta sotto il nome di “malattia del bacio”. Quanti tra voi hanno sofferto di questa patologia? E inoltre, c’è qualcosa che ancora non sappiamo su questo particolare virus? Scoprirete tutto leggendo l’articolo die seguito. 

Come si prende la mononucleosi

Soprattutto tra i soggetti più giovani, la “malattia del bacio” è una patologia abbastanza ricorrente, che è conosciuta con il nome di mononucleosi infettiva.La mononucleosi, il cui agente eziologico è proprio l’Epstein-Barr Virus, è una condizione patologica che avviene in seguito all’infezione del virus nell’organismo umano. L’infezione dal virus Epstein-Barr si può contrarre, sia tra gli uomini che tra le donne (https://www.francescogarritano.it/nutrizionista/gallery/silhouette-donna-12-2018/ ) in seguito al contatto con secrezioni orofaringee, quindi attraverso la saliva o i muchi; in alcuni casi può essere trasmesso anche per via ematica e contatto sessuale.

Proprio come abbiamo detto per il papilloma virus, che è associato al tumore della cervice uterina, anche il virus Epstein-Barr è strettamente correlato ad alcune forme tumorali, come il linfoma di Hodgkin, il linfoma di Burkitt, il carcinoma nasofaringeo, e alcuni studi confermano la stretta correlazione tra il virus e la genesi della sclerosi multipla, ma non solo, ha anche correlazioni dirette con le malattie autoimmuni, quali tiroidite, celiachia, come ho già documentato nel mio libro uscito di recente “La dieta anti-infiammatoria” (https://www.francescogarritano.com/negozio/ ).

Sintomi mononucleosi

La malattia si manifesta in due modi: può essere sintomatica o asintomatica. Perché questo? Il virus generalmente non induce sintomi rilevanti, può stazionare nel corpo con cui ha instaurato l’infezione e rimanere latente fino a che il sistema immunitario non risente di un calo, e dopodiché il virus può generare la malattia infettiva. In altri casi, fin dal momento dell’infezione con il virus, si possono avere sintomi quali febbre, mal di gola, astenia, forte sensazione di prostrazione, cefalea, ingrossamento dei linfonodi malessere generalizzato, dolori muscolari, brividi, eccessiva sudorazione, perdita di appetito, dolore e gonfiore attorno agli occhi, tonsille gonfie, e, in alcuni casi, della milza. Bisogna intervenire in maniera efficiente nel supportare il sistema immunitario: infatti, sostenendo le difese immunitarie, il nostro organismo sarà in grado quanto prima di ottenere l’immunità adattiva per silenziare gli effetti del virus. Va ricordato che è bene stare sempre in salute col sistema immunitario, in quanto il virus, facente parte della categoria degli Herpes Virus, può in seguito generare recidive, o anche complicazioni.

Come prevenire la mononucleosi

Innanzitutto, cercare di evitare il contatto con il virus, evitando di usare lo stesso bicchiere in cui ha bevuto un’altra persona contagiata dal virus, evitare altri tipi di contatto diretto con l’altra persona, o quanto meno cercare di evitarlo nella fase acuta di manifestazione clinica del virus. In più, bisogna stimolare il sistema immunitario ad essere più forte: vediamo come.

Ricordiamoci che è molto importante ridurre gli zuccheri semplici, le farine raffinate, ed evitare tutto ciò che possa sviluppare insulino-resistenza (https://www.francescogarritano.it/nutrizionista/insulino-resistenza-colpa-degli-zuccheri-del-sale/ )e sviluppo di infiammazione da cibo. Solo in questo modo potremo fornire un supporto importante al sistema immunitario.

Bisogna alternare nella propria dieta fonti di proteine quali pesci e uova in prevalenza, a seguire carni bianche e frutta secca, e cercare di evitare tutti quei cibi che aumentano il grado di infiammazione. E’ essenziale l’associazione di tanta frutta e verdura, prevalentemente crude, piene di sostanze anti-ossidanti, minerali e vitamine, ed è inoltre importante integrare omega-3, il miglior tipo di anti-infiammatorio naturale, e bere più di 2 L di acqua al giorno. Infine, è necessario utilizzare sulla propria tavola cereali integrali, tuberi e legumi, ricchi in fibre, ferro e calcio, fondamentali a fornire energia, con un basso impatto sull'andamento glicemico giornaliero.

Non dimentichiamoci dell’importantissimo ruolo svolto dall’ossigeno molecolare sotto forma di integratore, utile per detossificare le cellule e rinforzare il sistema immunitario, per contrastare l’eventuale attacco da agenti infettivi .

Mangiare tanto a colazione, il giusto a pranzo e mantenersi leggeri a cena è la regola base che deve seguire il soggetto che può essere esposto al contatto  con il virus e che può subire l’infezione. E’ essenziale inoltre praticare molta attività fisica (https://www.francescogarritano.it/nutrizionista/nutrirsi-nello-sport-cosa-e-importante-sapere/  ), di tipo aerobico soprattutto, per il benessere fisico, per combattere l'atrofia muscolare da inattività, per regolarizzare l’insulinemia e rinforzare il sistema immunitario.

Anche l’integrazione è importante: la tiamina , la riboflavina , il folato e la vitamina B12 possono svolgere un ruolo protettivo in merito al contatto morboso con il virus dell’Epstein-Barr, tutte sostanze normalmente assunte con un'alimentazione sana ed equilibrata. La vitamina C stimola il sistema immunitario a funzionare meglio accelerando la guarigione mentre le vitamine del complesso B sono d'aiuto per ridurre la sensazione di stanchezza.

Ricordiamoci che il valore dell’attività fisica è essenziale, insieme con una dieta equilibrata e varia, per proteggersi in maniera autonoma ed efficiente dagli agenti esterni e sentirsi bene e in forma.

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Il Dott. Francesco Garritano, laureato dapprima in Chimica e tecnologia farmaceutica, poi in Scienze della nutrizione è un biologo nutrizionista che, premiato dalla passione per il suo lavoro, esercita la sua professione in tutte le province calabresi, a Roma, a Milano, a Vicenza ed a Taranto. Ormai da tanti anni è entrato nel network dei medici di segnale, uniti dall’acronimo GIFT, il quale indica i principi sui quali si basa una sana alimentazione preventiva e curativa: Gradualità, Individualità, Flessibilità, Tono muscolare. Nel mese di maggio ha presentato il suo primo libro, frutto dell’esperienza di questi anni di lavoro, “Il dimagrimento parte dalla testa”, uno scritto che sottolinea quanto sia importante l'aspetto psicologico nel momento in cui si decide di iniziare un percorso con il biologo nutrizionista, definendo la costanza, la determinazione e la motivazione punti cardini dello stesso percorso. Inoltre, svolge la professione di docente e relatore in vari convegni in tutta la Calabria e su tutto il territorio nazionale, poichè responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi

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