Curarsi mangiando

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Possono i probiotici supportare la terapia antibiotica dell’HP?

In un articolo di qualche settimana fa avevo parlato del batterio Helicobacter Pylori, sia come nemico che come amico del nostro stomaco, poiché in grado di prevenire alcune forme tumorali cardiali. Ma qual è la terapia? Questo aspetto lo approfondiremo in questo articolo, soffermandoci sull’importanza della somministrazione dei probiotici in concomitanza alla terapia antibiotica. Leggiamo l’articolo per saperne di più.

Terapie Helicobacter Pylori

L’HP è un batterio che colonizza la mucosa gastrica in modo transitorio causando l’infezione del microbiota gastrico e diventando dominante, ovvero spazzando via tutti gli altri batteri, anche a causa della forte acidità che riesce a sopportare. Questo può causare gastriti, ulcere o soltanto un’infiammazione se si contrae in maniera blanda; ma a prescindere dall’entità, come tutti i batteri patogeni, questo deve essere debellato tramite una terapia antibiotica.

Esistono due tipi di terapie da poter scegliere: la prima, quella standard, è della durata di 7-14 giorni utilizzando la combinazione di antibiotici (Claritromicina e Amoxicillina) insieme ad un inibitore di pompa protonica o con antagonisti dell’istamina, ma questo tipo di terapia non risulta efficace rispetto a quella combinata. Quest’ultima, invece, prevede la somministrazione di una formulazione a base di Bismuto, con Omeprazolo (Inibitore della pompa protonica), Metronidazolo e Tetraciclina, che ha mostrato una percentuale di eradicazione del 93%, rispetto a quella precedente corrispondente al 70%.

Antibiotici e probiotici

Se assumere anche solo un tipo di antibiotico può danneggiare il microbiota intestinale, pensiamo 2 o 3 di questi somministrati contemporaneamente cosa sono in grado di fare. Per valutare l’efficacia della somministrazione di probiotici in caso di HP, è stato fatto uno studio pubblicato su Microbial Pathogenesis nell’agosto del 2017, che dimostra quanto sia importante assumerli insieme ad una terapia combinata.

È stato il primo studio che si è proposto di valutare gli effetti della terapia concomitante sulla composizione del microbiota ed una possibile risoluzione alla disbiosi. Si è svolto su un gruppo di 30 pazienti in doppio cieco, suddividendoli in 3 gruppi e seguendoli per 6 mesi: il primo gruppo ha seguito la terapia standard descritta sopra, per 15 giorni, senza assumere probiotici; il secondo ha seguito la terapia antibiotica e successivamente ha assunto 1000 mg al giorno di Saccharomyces boulardii, infine, il terzo gruppo ha assunto contemporaneamente la terapia antibiotica e quella probiotica.

In seguito all’eradicazione del batterio, oltre a valutare l’efficacia maggiore della terapia combinata, rispetto a quella standard, è stato dimostrato un miglioramento delle alterazioni del microbiota intestinale, che invece si sono verificate come inevitabili nel primo gruppo, diminuendo anche i sintomi della disbiosi. Inoltre, si è verificata anche la riduzione della resistenza antibiotica, che si è manifestata come transitoria e soprattutto per i ceppi Enterobacteriaceae, Enterococcus spp. e Bacteroides spp.

Lo studio, però, si conclude sottolineando un aspetto importante, ovvero se il microbiota intestinale è già alterato, la somministrazione di questo probiotico è poco efficace; questo ci fa riflettere su quanto sia indispensabile il mantenimento di un buon microbiota intestinale sia in assenza che in presenza di patologie: nel primo caso serve a scopo preventivo, nel secondo caso a scopo “curativo”, poiché fornisce una buona base che non verrà danneggiata dall’azione dei farmaci. Quindi, l’utilizzo dei probiotici non è da consigliare soltanto nel caso dell’HP, ma anche in presenza di disbiosi o in concomitanza ad un antibiotico da assumere a causa di altre infezioni batteriche; non dimentichiamoci che l’intestino è il nostro secondo cervello e che per stare bene dobbiamo mantenerlo in salute.

Riferimenti bibliografici:

Wang ZJ et al. Effects of anti-Helicobacter pylori concomitant therapy and probiotic supplementation on the throat and gut microbiota in humans. Microb Pathog. 2017 Aug;109:156-161.

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Il Dott. Francesco Garritano, laureato dapprima in Chimica e tecnologia farmaceutica, poi in Scienze della nutrizione è un biologo nutrizionista che, premiato dalla passione per il suo lavoro, esercita la sua professione in tutte le province calabresi, a Roma, a Milano, a Vicenza ed a Taranto. Ormai da tanti anni è entrato nel network dei medici di segnale, uniti dall’acronimo GIFT, il quale indica i principi sui quali si basa una sana alimentazione preventiva e curativa: Gradualità, Individualità, Flessibilità, Tono muscolare. Nel mese di maggio ha presentato il suo primo libro, frutto dell’esperienza di questi anni di lavoro, “Il dimagrimento parte dalla testa”, uno scritto che sottolinea quanto sia importante l'aspetto psicologico nel momento in cui si decide di iniziare un percorso con il biologo nutrizionista, definendo la costanza, la determinazione e la motivazione punti cardini dello stesso percorso. Inoltre, svolge la professione di docente e relatore in vari convegni in tutta la Calabria e su tutto il territorio nazionale, poichè responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi

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