Curarsi mangiando

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Tiroide e mare, perché chi soffre di alcune patologie sta male? I miti da sfatare

I miei pazienti che soffrono di patologie tiroidee mi chiedono spesso, arrivato questo periodo, se possono andare tranquillamente in vacanza al mare o se questo ambiente peggiora le condizioni della ghiandola tiroidea. Vi sono diversi miti da sfatare per quanto riguarda l’argomento e lo farò nell’articolo. Buona lettura!

Mare e iodio 

Spesso il problema principale che si pone per il mare è proprio lo iodio. C’è chi soffre di ipotiroidismo che dice di trovarne giovamento, chi invece soffre di ipertiroidismo o di tiroidite di Hashimoto che si lamenta di stare male. Ma possibile che lo iodio riesca a provocare tutto questo? 

È vero che lo iodio è presente in concentrazioni maggiori nelle zone di mare piuttosto che nelle zone più interne; ciò dipende dal fatto che lo iodio è un minerale giovane, apparso sulla terra in epoche più recenti rispetto agli altri metalli e minerali. Questo lo ritroviamo al di sopra dello stato lavico, perciò nel tempo lo iodio è stato lavato via dalle acque piovane e portato verso il mare dove si è accumulato. Ma se lo iodio è presente in maggiore quantità al mare, non dovrebbe causare gozzo nei soggetti che abitano in queste località, o sbaglio? Invece, le statistiche ci dicono che anche sulle coste calabresi e salernitane sono e sono state diverse le persone che ne hanno sofferto. 

Lo iodio, infatti, per essere assorbito ha bisogno di essere assunto tramite l’acqua o gli alimenti, per cui solo respirando l’aria non può generare fastidi alla tiroide. Talvolta ci si sente peggio, soprattutto chi è affetto da ipertiroidismo, perché quando si è al mare si preferisce mangiare pesce fresco che contiene un quantitativo importante di iodio, infatti, circa 200 g di molluschi ci permettono di raggiungere il nostro fabbisogno giornaliero di 150 microgrammi/die. 

A confermare questa teoria è stato anche uno studio italiano, della dottoressa Caterina Mian, dell’Unità Operativa Complessa di Endocrinologia dell’Azienda ospedaliera e Università di Padova, che ha realizzato uno studio dettagliato sull’argomento. Le conclusioni evidenziano che l’eliminazione di iodio nelle urine, che è un indice dello iodio ingerito, sia minore a Sottomarina, nota spiaggia balneare del Veneto, rispetto a Padova città di pianura. Questo, quindi, indica come l’aria del mare non possa influenzare la concentrazione di iodio dell’organismo.  

Mare e tiroide 

Ma se lo iodio non è responsabile dei sintomi, chi lo è? Solitamente chi soffre di solo ipotiroidismo non avverte sintomi particolari al mare, mentre chi è affetto da Tiroidite di Hashimoto o di ipertiroidismo, autoimmune e non, si lamenta del peggioramento visibile dei sintomi. Infatti, oltre a sentirsi più agitati e nervosi, si ha tachicardia e intolleranza al caldo. 

Ciò cosa significa? La tachicardia, l’intolleranza al caldo, l’ipersudorazione, l’agitazione, l’irritabilità, sono sintomi che caratterizzano normalmente queste patologie, quindi non cambia nulla se non la loro gravità. Infatti, il clima caldo esaspera queste condizioni. Se già siamo super sensibili al caldo e sudiamo a temperature di 20 °C, al mare queste saranno più alte, cominceremo a sudare, ad agitarci per il troppo caldo, di conseguenza questa cosa ci irriterà ed aumenterà la tachicardia, che spesso conduce anche ad attacchi di panico e crisi di ansia. Ecco svelato l’arcano! Se stiamo male è anche un po’ colpa nostra che ci esponiamo magari nelle ore più calde del giorno, per avere una tintarella maggiore ed uniforme. 

Il mio consiglio è quello di andare al mare nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, quando il sole è ormai basso per poter dare fastidio. Inoltre, portate con voi sempre delle bottigliette d’acqua oligominerale da bere per evitare di disidratarvi e quando vi sentite male fate una bella doccia fresca sulla riva, respirate profondamente e pensate a qualcosa di positivo. 

Curarsi mangiando

Il Dott. Francesco Garritano, laureato dapprima in Chimica e tecnologia farmaceutica, poi in Scienze della nutrizione è un biologo nutrizionista che, premiato dalla passione per il suo lavoro, esercita la sua professione in tutte le province calabresi, a Roma, a Milano, a Vicenza ed a Taranto. Ormai da tanti anni è entrato nel network dei medici di segnale, uniti dall’acronimo GIFT, il quale indica i principi sui quali si basa una sana alimentazione preventiva e curativa: Gradualità, Individualità, Flessibilità, Tono muscolare. Nel mese di maggio ha presentato il suo primo libro, frutto dell’esperienza di questi anni di lavoro, “Il dimagrimento parte dalla testa”, uno scritto che sottolinea quanto sia importante l'aspetto psicologico nel momento in cui si decide di iniziare un percorso con il biologo nutrizionista, definendo la costanza, la determinazione e la motivazione punti cardini dello stesso percorso. Inoltre, svolge la professione di docente e relatore in vari convegni in tutta la Calabria e su tutto il territorio nazionale, poichè responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi

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