Famiglia creativa

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School Wars

Quando si lavora in famiglia accadono cose sorprendenti. Nella modernità liquida e super-tecnologica, infatti, si è portati a immaginare che i figli siano qualcosa di radicalmente altro rispetto al “lavoro di mamma e papà”, che spesso a loro volta sono mondi separati da barriere invalicabili di colleghi sconosciuti e casini condivisi a ore improbabili. Così, quando “il papà parla di lavoro al bimbo”, gli capita di sorprendersi a fare la vocetta delle vecchiette adescatrici, che s’incontrano il sabato pomeriggio a passeggio.

Se invece il frugoletto è già stato forgiato ai tour de force lavorativi di mamma (soprattutto) e papà (più che altro nel ruolo di sparring partner), sovente sulle montagne russe di scadenze insormontabili che magicamente vanno sovrapponendosi come simpatici blocchi di cemento armato a cui vengono assicurate nottate intere, e in più gironzola tra bozzetti (ora si dice “layout”) di manifesti, siti internet e video da quando è in fasce, è chiaro che - a un certo punto - vuol dir la sua. E il concetto di “garzone di bottega”, nel clima di perenne brainstorming che aleggia in casa, acquisisce tutt’altra luce.

Il lavoro può diventare un gioco creativo formidabile, specie quando il babbo e la mamma, (insieme a Stefano Cormino) s’inventano – per FLC CGIL e per il Comitato Scuola Pubblica, che sta promuovendo il nuovo referendum per abrogare parte della “buona s(cu)ola” di Renzi – un video che si chiama SCHOOL WARS. La Saga è La passione che salda insieme almeno tre generazioni e il gioco è fin troppo facile, in teoria: si tratta di farlo fatto bene.

Il nostro “giovane apprendista”, giovanissimo, considerati i suoi 7 anni appena compiuti, è intervenuto esattamente a questo punto e ha tirato fuori tre idee che hanno fatto la differenza. La prima è stata il testo a cappello del video “Tanti anni fa in una Repubblica lontana lontana”, scontato? Facile? Dopo sembra sempre così, prima però il foglio è sempre bianco e avere l’attacco perfetto (con il trattamento creativo adatto, poi) è un assist mica male…

Quando è arrivata la seconda idea – le penne laser – il regista ci aveva già pensato, ma il garzone creativo non lo sapeva e i suoi schizzi (ora si chiamano “rough”, pronuncia “raff”) sono lì a testimoniarlo. La terza lampadina ci ha svoltato il video, razionalizzando anche il messaggio (come sempre succede con una chiave creativa che funziona). Per la rappresentazione della “buona scuola-morte nera” noi eravamo piantati a quella del film, poi l’apprendista di punto in bianco ha suggerito la gomma da cancellare. Così l’arma del perfido Dart Renzie cancella la scuola pubblica e tutto fila. Svolta.

Ogni azienda sa che il lavoro è cosa seria, soprattutto se ci si può divertire un mondo. Per questo, considerato l’impatto oggettivo delle idee del giovane apprendista sul video pubblicato, abbiamo deciso di citarlo tra i crediti e di onorare il suo lavoro con un compenso (di cui ci è parso vieppiù, e giustamente, orgoglioso). Siamo certi che ha capito, come diceva qual gran tipo mascherato, che “le idee sono a prova di pallottole”. E ci si può persino sfamare una famiglia.

Stefano Cormino: http://www.mastofabbro.org/

Referendum Scuola: http://www.referendumscuola.org/

School Wars: https://www.facebook.com/lancelibere/?fref=ts

Repubblica Video: http://video.repubblica.it/scuola/la-buona-scuola-come-star-wars-la-campagna-per-il-referendum/237327/237114

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