FotoGrammi

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La fotografa del piccolo Aylan: sono nata per fare quello scatto

A scattare la foto che ha scosso le coscienze e commosso il mondo del piccolo Aylan morto sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, è stata Nilüfer Demir. La fotografa, dopo che l'immagine ha fatto il giro del mondo ed ha aperto un accesissimo dibattito sul fatto che sia stato giusto o meno catturare quel momento doloroso e soprattutto pubblicarlo, ha parlato con i giornalisti e spiegato il suo punto di vista. Le sue parole non lasciano dubbi alle interpretazioni: "Sono venuta al mondo per scattare quelle foto e per scrivere questa storia, spettava a me", ha detto in un'intervista esclusiva al Corriere della Sera

Adesso però la fotoreporter dell'agenzia turca Dogan, vuole andare avanti e non parlare più di questa foto di cui ha detto già tutto. Alle agenzie di stampa nei giorni scorsi ha spiegato che "L'unica cosa che poteva fare era far sentire il suo urlo al mondo". "Volevo solo mostrare il dolore che ho provato vedendo Aylan", ha continuato. "Spero che d'ora in poi cambi qualcosa e che questa foto possa servire a far finire questi drammi", ha concluso.

Forse sarà un caso ma dopo che la storia di Aylan è finita sulle prime pagine di tutti i giornali una svolta in tema di migranti c'è stata: la Cancelliera Angela Merkel ha deciso di stanziare 6 milioni di euro per finanziare l'accoglienza dei rifugiati e circa 130 austriaci hanno attraversato il confine con l'Ungheria per andare a prendere i profughi e trasportarli in macchina oltre le frontiere.

Almeno 18mila migranti nel fine settimana sono arrivati in Germania, dopo un accordo con Austria e Ungheria per un alleggerimento delle normative sull'asilo, e sono stati accolti a braccia aperte dai tedeschi. Anche queste sono immagini che non dimenticheremo: bambini che portano peluche in dono ai coetanei siriani, dolci e cibo caldo per tutti e un caloroso benvenuto.

"Non ci dovrebbe volere l’immagine di un bambino morto su una spiaggia per bucare la bolla europea - ha dichiarato Bono degli U2 in un'intervista a La Stampa - È una vergogna. Ma un’immagine può davvero dire di più di migliaia di parole, e dovremmo chiamare la reazione europea la “risposta Aylan”".

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" Una foto, se fatta bene, vale più di mille parole. Racconta i fatti, i luoghi e le persone ma anche qualcosa di chi sta dietro l'obiettivo. E' lui a scegliere il punto di vista, cosa mettere a fuoco e il momento in cui scattare. Come diceva Goethe: ""L'occhio vede ciò che la mente conosce"". Questo spazio vuole essere un museo virtuale in divenire dove i fotografi che hanno fatto la storia vanno a braccetto con quelli emergenti, un'agorà sulla fotografia, un aggregatore di news su questo interessantissimo mondo "

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Commenti (2)

  • Delle foto che circolano in rete mostrano il corpo in un altro punto tra gli scogli che poi viene spostato per essere meglio fotografato dai media. Manipolazione dell'opinione pubblica a livelli mai visti dalla seconda guerra mondiale.

    • Non può essere accaduto il contrario, vero?

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