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Torna all'asta il capolavoro di Steve McCurry

La ragazza afgana © Steve McCurry

La ragazza afgana di Steve McCurry è sicuramente lo scatto più famoso del fotografo statunitense e uno dei più noti al mondo. Quegli occhi verdi che richiamano lo sfondo hanno fatto molto parlare di loro e hanno lasciato un segno anche in McCurry che, a distanza di anni da quando li ha immortalati la prima volta, è tornato in Afghanistan per ritrovare la donna. 

Il ritratto di Sharbat Gula è degli anni '80 ed è stato fatto nel campo profughi di Peshawar, in Pakistan che, al tempo, ospitava i rifugiati fuggiati dall'Afghanistan occupato dai sovietici. McCurry era andato lì per realizzare un reportage sulla situazione dei profughi afghani. La ragazza afgana, Sharbat Gula, allora aveva solo 12 anni e non avrebbe certo immaginato che il suo volto sarebbe diventato la copertina del mese di giugno 1985 del National Geographic.

McCurry è tornato in Asia per cercare la ragazza nel gennaio 2002. La spedizione è stata organizzata proprio dalla rivista che ha contribuito a farla diventare, a sua insaputa, una star. Gula aveva lasciato il campo ma grazie all'aiuto di gente del luogo alla fine il fotografo e i suoi compagni d'avventura l'hanno ritrovata e da quell'incontro è nato un documentario, andato in onda nel 2003. Ovviamente l'afgana dagli occhi verdi, diventata simbolo della guerra in Afghanistan, in quella occasione è stata anche immortalata per la seconda volta da Steve McCurry. Adesso il ritratto tanto amato è all'asta su ArtNet. E' la seconda volta che accade: la prima volta fu Christie's nel 2012 a gestire l'asta per conto del National Geographic e per accaparrarsi la foto ci vollero 147mila dollari. Stavolta il prezzo di partenza per provare a portare a casa la ragazza afgana è di 15mila dollari. Chissà a quale cifra si arriverà.

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" Una foto, se fatta bene, vale più di mille parole. Racconta i fatti, i luoghi e le persone ma anche qualcosa di chi sta dietro l'obiettivo. E' lui a scegliere il punto di vista, cosa mettere a fuoco e il momento in cui scattare. Come diceva Goethe: ""L'occhio vede ciò che la mente conosce"". Questo spazio vuole essere un museo virtuale in divenire dove i fotografi che hanno fatto la storia vanno a braccetto con quelli emergenti, un'agorà sulla fotografia, un aggregatore di news su questo interessantissimo mondo "

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