FotoGrammi

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World Press Photo, è di Warren Richardson la foto dell'anno

La foto vincitrice © Warren Richardson

La giuria della 59esima edizione del World Press Photo Contest ha deciso: è un'immagine immortalata dal fotografo australiano Warren Richardson la foto dell'anno 2015. Mostra tre rifugiati al confine tra la Serbia e l'Ungheria. Lo scatto è stato fatto durante la notte del 28 agosto 2015 e i protagonisti sono due uomini e un bambino. Il momento che Richardson coglie è catartico, fa vedere un uomo mentre passa un bambino attraverso la recinzione, fatta di filo spinato, grazie all'aiuto di un altro uomo che si trova dal lato opposto. Negli occhi dell'uomo fotografato frontalmente, si coglie l'ansia e la tensione che caratterizzano quell'istante della sua vita, la vita di un padre che sta provando a dare al figlio neonato, un futuro migliore. Un padre simbolo di tutti gli altri. Osservandola, il pensiero va da sè e ci mostra altre immagini che il nostro cervello ha immagazzinato in questi ultimi mesi: ci porta in Turchia, nella spiaggia di Bodrum, dove il piccolo Aylan, è arrivato già morto; a Lampedudsa dove troppe volte sono stati celebrati funerali di Stato per le vittime del mare ma anche lungo i binari della ferrovia che attraversano i Balcani, il passaggio a Sud-Est, lungo più di mille chilometri che migliaia di persone disperate (43mila nel 2014 secondo Frontex) ha percorso per lo più a piedi, sognando la Germania.

Ecco come è nata la foto vincitrice. Il fotografo racconta di aver trascorso circa cinque ore con un gruppo di rifugiati al confine tra Serbia e Ungheria e di aver 'giocato' al gatto e al topo con la polizia, per tutta la notte. Quando era esausto, ha scattato. "Erano circa le tre del mattino e non era possibile utilizzare un flash perchè la polizia stava cercando di trovare queste persone. Così ho dovuto usare solo la luce della luna", racconta Richardson.

Francis Kohn, presidente della giuria in generale, e direttore di Agence France-Presse, così ha commentato la foto: "All'inizio abbiamo guardato questa foto e sapevamo che era importante. Aveva un tale potere per la sua semplicità, in particolare il simbolismo del filo spinato. Abbiamo pensato che aveva quasi tutto per dare un immagine visiva di ciò che sta accadendo ai rifugiati. Penso che sia una foto molto classica e, allo stesso tempo, sia senza tempo. Ritrae una situazione, ma il modo in cui lo fa è classico".

L'edizione 2016 del concorso ha visto la partecipazione di 5.775 fotografi di 128 paesi che hanno presentato 82,951 immagini. La giuria ha dato premi in otto categorie per 41 fotografi provenienti da 21 paesi: Australia, Austria, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Iran, Italia, Giappone, Messico, Portogallo, Russia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Siria, Turchia e Stati Uniti.

L'edizione precedente. Nel 2015 fu la foto del danese Nissen a vincere l'ambito premio. Il tema dello scatto era quello delle minoranze sessuali e mostrava due amanti gay durante un momento intimo, in Russia.
 

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" Una foto, se fatta bene, vale più di mille parole. Racconta i fatti, i luoghi e le persone ma anche qualcosa di chi sta dietro l'obiettivo. E' lui a scegliere il punto di vista, cosa mettere a fuoco e il momento in cui scattare. Come diceva Goethe: ""L'occhio vede ciò che la mente conosce"". Questo spazio vuole essere un museo virtuale in divenire dove i fotografi che hanno fatto la storia vanno a braccetto con quelli emergenti, un'agorà sulla fotografia, un aggregatore di news su questo interessantissimo mondo "

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