Le affinità elettive

Le affinità elettive

Lasciate che i bambini tornino ad essere bambini

Il piccolo Cocò, sorridente, festeggia il Natale

Il piccolo Cocò Campolongo, a soli tre anni, veniva usato dal nonno, trafficante di cocaina, come scudo umano per scongiurare attentati da parte della 'ndrangheta. Invece, nel gennaio del 2014, hanno ucciso, con il nonno, anche il nipotino innocente. E davvero non si sa se sia stato più bestiale l’omicidio o la scelta di utilizzare Cocò come protezione contro la ‘ndrangheta. 

Il rapporto del comitato per i diritti dell’infanzia dell’Onu denuncia che la polizia brasiliana, per rendere più “vivibile” Rio de Janeiro in vista delle Olimpiadi del 2016 ha ridato vigore alla “mattanza” dei meninos da rua. La caccia ai ragazzini di strada, che non hanno un tetto e una famiglia, non si ferma ai quartieri residenziali ma giunge fin dentro le favelas. Nei primi nove mesi del 2015 sono “spariti” 371 bambini, ma l’Onu sospetta addirittura duemila casi. 

Poi c’è stato un prete, don Gino Flaim, parrocchia di San Pio X a Trento, che parlando dei sacerdoti pedofili ha detto che sì, purtroppo a volte qualcuno di loro cede, ma sono i bambini che “cercano affetto”. Sono loro, in buona parte, la “causa” delle morbose attenzioni dei preti pedofili. 

Sono tre notizie che negli ultimi giorni sono state “attenzionate” dai media. Ma potremmo richiamare alla memoria le botte che le maestre danno ai bambini nelle scuole dell’infanzia, un’altra sciagurata tradizione che ogni tanto riaffiora in qualche regione d’Italia. Per dire che cosa?

Che abbiamo perso il senso della bellezza e della purezza dell’infanzia, ciò che l’immagine del bambino dovrebbe comunicare alle coscienze, al di là delle foto postate su Fb per avere i “like” di amici e parenti. 

Le cronache antiche raccontano di un episodio che nel 1212 face enorme impressione sull’Europa cristiana: la crociata dei fanciulli. Partirono, guidati da un certo Stefano, dal porto di Marsiglia e finirono annegati o venduti dai mercanti di schiavi. A Stefano lo scrittore giapponese Yukio Mishima dedicò il racconto Il mare e il tramonto. Se accadesse oggi la notizia farebbe certo meno impressione, nessuno la leggerebbe come monito divino a una società di “peccatori”. Eppure la foto del piccolo Aylan ricorda da vicino quella tragedia lontana nel tempo di cui facilmente si impossessò la leggenda. 

L’indifferenza verso la sorte dei bambini è il sintomo di una malattia collettiva. Poi magari si cerca di metterci una pezza, si cerca di proteggere i bambini dalla nostra durezza multando le madri che fumano in macchina. Ma il salutismo isterico non è neanche lontanamente parente del vero rispetto per l’infanzia. 

Le affinità elettive

" Da venticinque anni seguo la cronaca politica con particolare attenzione al mondo della destra cui ho dedicato tre libri, tra cui un titolo sulle ""camicette nere"" (le figure femminili emergenti in un ambiente allergico al femminismo). Ma la mia vera passione sono la storia e la filosofia medievali. E' lì che ti imbatti negli interrogativi che contano... "

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