Le affinità elettive

Le affinità elettive

Un’istruttiva scenetta dal Giubileo romano

Fedeli nella basilica di San Paolo

Scene dal giubileo romano. Basilica di San Paolo. Una fila ordinata si snoda verso l’imponente portico, rallentata dai controlli dei carabinieri. Poi la piccola folla si dissemina tra le colonne. Ammira la facciata dorata, guarda questo e guarda quello, lentamente avvicinandosi alla Porta Santa. Fortunatamente, molti entrano facendosi il segno della croce e pregando per fatti loro, finché una rumorosa comitiva non incede nella sontuosa basilica, che un tempo era la più grande chiesa cristiana (fu iniziata da Costantino) prima della costruzione di San Pietro.

Uno ad alta voce fa: “Ahò, il carabiniere se voleva rimorchià tu’ sorella”. Ha lo smartphone in mano, pronto a immortalare il “passaggio” dei parenti, improbabili pellegrini giubilari. Un’altra cade in ginocchio al lato della porta, con le mani giunte come le bomboniere kitsch della prima comunione degli anni Settanta. Un afflato mistico? Non è dato sapere. Ma un’altra della compagnia la riprende con solerzia, per postare subito dopo quella scenetta di devozione casereccia agli amici di Facebook. Non si schiodano da lì, rumorosi e molesti al silenzio che dovrebbe essere d’obbligo. Finché non arriva il liberatorio selfie collettivo, per il quale il gruppo posa sotto l’arco della porta santa, con l’espressione soddisfatta di chi ha compiuto un’ottima digestione. Poi i “pellegrini” si sparpagliano nell’immensa navata, affidandosi (si spera) alla misericordia divina.

Si rimpiange l’assenza di un custode, come quel frate che nel santuario di Loreto apostrofò davanti a me un’adolescente in leggings: “Ma dove vai con tutte le gambe di fuori, che ti credi di stare in spiaggia? Vergogna”. La ragazzina avvampò. La chiassosa e maleducata comitiva di San Paolo non si sarebbe scomposta: “Scusa frate, se famo un selfie e via. Abbi pazienza”. Del resto la Porta è aperta per tutti: per i peccatori, per i credenti, per gli scettici e anche per gli zotici. Gesù disse infatti: “ Io sono la porta: se uno entra attraverso di me sarà salvo. Entrerà e uscirà e troverà pascolo” (Giovanni, 10,9).

E’ troppo chiedere di entrare spegnendo il cellulare?

Le affinità elettive

" Da venticinque anni seguo la cronaca politica con particolare attenzione al mondo della destra cui ho dedicato tre libri, tra cui un titolo sulle ""camicette nere"" (le figure femminili emergenti in un ambiente allergico al femminismo). Ma la mia vera passione sono la storia e la filosofia medievali. E' lì che ti imbatti negli interrogativi che contano... "

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Commenti (1)

  • di assurdo trovo che ci sia ancora chi vada in chiesa a pregare anziche' darsi da fare di piu'.............

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