Le affinità elettive

Le affinità elettive

I simboli del presepe: che ci stanno a fare il bue e l’asino?

Nel gran parlare che si fa in queste settimane della tradizione del presepe e sul Natale sarà forse il caso di accennare anche alla simbologia di una sacra rappresentazione senza precedenti, che raffigura l’irruzione del divino nella quotidianità. Tutti i personaggi hanno una funzione molto chiara, trascurati invece asinello e bue.

Che ci stanno a fare nella grotta di Betlemme visto che nei quattro Vangeli canonici non sono nominati? 

Essi fanno la loro comparsa nel Vangelo apocrifo dello pseudo Matteo (secoli IV-V) e si parla di loro come degli animali che con il loro fiato scaldano il Bambinello. Le prime icone della Natività non trascurano del resto asino e bue perché la loro presenza ricorda il luogo dove l’evento si è verificato, cioè una mangiatoia (in latino praesepium). 

Esistono poi due filoni interpretativi, uno storico e uno teologico.

Quello storico interpreta la faccenda così: gli animali erano in viaggio con Giuseppe e Maria. L’asino serviva da cavalcatura alla donna, il bue serviva a Giuseppe per pagare le tasse. L’interpretazione teologica sottolinea invece che i due animali rappresenterebbero le nazioni pagane (il bue cui gli idolatri tributano un culto specifico) e il popolo ebraico (testardo come un asino nel non voler riconoscere il Messia). 

Lo storico dei simboli Michel Pastoureau (Animali celebri, Giunit, 2010) ricorda che l’asino prefigura anche l’asina sulla quale Gesù salirà per entrare a Gerusalemme. Animale simbolo di innocenza che venne tenuto in particolare considerazione per tutto il Medioevo (si usava addirittura portare in processione un asino di legno la domenica delle palme, usanza violentemente condannata da Calvino e dai riformatori protestanti). 

Ma ancora non bisogna dimenticare che gli animali sono presenti all’evento della Natività perché essi fanno parte della Creazione e saranno anche loro partecipi del progetto di redenzione così come, ci indica Pastoreau, si ricava da alcuni versi di San Paolo: “Se le creature sono state assoggettate, lo sono state nella speranza di essere un giorno anch’esse liberate dalla servitù e dalla corruzione affinché possano entrare in libertà nella gloria di Dio”.  
 

Le affinità elettive

" Da venticinque anni seguo la cronaca politica con particolare attenzione al mondo della destra cui ho dedicato tre libri, tra cui un titolo sulle ""camicette nere"" (le figure femminili emergenti in un ambiente allergico al femminismo). Ma la mia vera passione sono la storia e la filosofia medievali. E' lì che ti imbatti negli interrogativi che contano... "

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