Nel nome del Padre

Nel nome del Padre

Conversioni - Dal baratro al sogno diventato "Reale"...grazie a Dio: la storia "in musica" di Alessandro Gallo e Francesca Cadorin

I Reale in piazza San Carlo a Torino nel 2015

Il loro è un sogno diventato “Reale”: dal baratro all’amore, dal nulla al matrimonio e alla famiglia. Fino alla realizzazione personale grazie alla musica. E’ la storia di Alessandro Gallo e Francesca Cadorin, in arte, appunto, i Reale, che in tre parole potremmo definire una christian rock band nata...in grazia di Dio.

GLI ANNI BUI. L’anima del gruppo sono certamente loro due, marito e moglie, che prima di mettersi al servizio della fede e diventare “mezzo divino di comunicazione di massa” erano solo due ragazzi che avevano imboccato la via del male. Sono stati schiavi della droga fin da giovanissimi da quando, cioè, erano ancora praticamente bambini ma già il mondo sembrava una croce troppo grande da sopportare. Per Alessandro cresciuto in una famiglia fortemente credente, era un modo di ribellarsi; per Francesca, il disperato tentativo di cucire delle ferite adolescenziali. Dal provare lo sballo a diventarne dipendenti c’è voluto pochissimo. Sono seguiti anni travagliati, di sofferenza, alla continua ricerca del piacere effimero e di sé stessi, un percorso che li stava portando dritti all’inferno. Ma non avevano fatto i conti con il Signore e la Sua infinita misericordia. Come spesso accade in questi casi sono stati i genitori, in particolare le mamme, a fare “da tramite” ed a convincere i propri figli che un mondo migliore era possibile. 

LA COMUNITA’ CENACOLO DI SUOR ELVIRA. E così su due binari diversi, l'uno da Padova, l’altra da Castelnuovo Don Bosco (Asti), sono approdati alla comunità cenacolo fondata da suor Elvira che ha dato la sua vita pur di salvare tanti giovani smarriti. Alessandro aveva 17 anni, Francesca 19. Ritrovarsi in un luogo che metteva Dio al centro della vita, il sacrificio e il lavoro al centro della giornata, non è stato facile ma piano piano è stato un tornare alla felicità. Racconta Alessandro: “L’inizio è stato uno shock: io all’epoca suonavo punk e ricordo come prima cosa che mi tolsero la mia fedele compagna, la chitarra, per imparare a dedicarmi agli altri e a maturare l’amore. Ricordo anche che il mio ‘angelo custode’ Marco, a cui ero stato affidato per il mio cammino di riabilitazione, solo dopo circa un anno me la fece riprendere in mano, per suonare in chiesa. Non sapevo fosse possibile: avevo scoperto il mio modo di parlare con Gesù. Questa cosa mi sconvolse e mi convertì”. Francesca ricorda che la comunità è stata il “primo tocco di Dio”: “La Sua mano mi ha presa e mi ha ‘scaraventata’ lì.  Per me quell’esperienza, durata sei anni, è stato come un rinascere”.

L’AMORE. Poi, dopo la riscoperta di sé stessi, la scoperta del vero amore: “Non ci conoscevamo, ci siamo incontrati in comunità – racconta emozionata Francesca – grazie a madre Elvira che ci “ha messo insieme” e ci ha fatto rivivere la nostra comune passione per la musica. Non avevo intenzione di impegnarmi, ma con lui subito c’è stato un feeling diverso. Ci siamo fidanzati ma, grazie sempre agli insegnamenti di suor Elvira, con un cammino “all’antica”, in un modo che ci ha fatti sempre più innamorare. Niente telefoni, incontri sempre casti. In questo modo abbiamo assaporato l’amore autentico e lo abbiamo vissuto con una semplicità diversa che non avevo mai provato e che ci ha fatto sentire il bisogno di sposarci”. Dopo l’uscita dalla comunità Alessandro e Francesca sono tornati a scontrarsi con la durezza della vita nonostante la nascita dei loro due figli, Samuele e Gioia. “Abbiamo passato momenti duri, niente lavoro e conseguenti difficoltà economiche. Il curriculum con gli anni bui impressi sopra, contava molto di più di quello che avevamo da dare”, rivela Francesca.

LA MUSICA E I REALE.  Sembrava tutto in salita ma è bastato riscoprire la preghiera e affidarsi di nuovo al Signore: “La vita non mi bastava più forse perché siamo nel mondo ma non siamo del mondo” confessa Alessandro. “Con mia moglie abbiamo deciso di riprendere a pregare e di lì a poco tutto è cambiato. Abbiamo sentito di voler dare il mondo a Dio e così sono nati i Reale”. Gli fa eco Francesca: “Abbiamo rimesso insieme quattro cose che avevamo, poi la Divina Provvidenza ha fatto il resto. Davvero! Ci hanno regalato prima un mixer, poi i cavi e piano piano siamo ripartiti. Ogni sera restavamo fedeli, ci inginocchiavamo e dicevamo il nostro sì”. Un po’ per gioco e un po’ per davvero, trascinati dalla fede, è nato il loro entusiasmante progetto di vita. In pochi anni dal cd fai-da-te sono passati ai concerti nelle parrocchie e poi nelle piazze fino ad aprire la mini Giornata mondiale della Gioventù 2015 a Torino. Un progetto bellissimo che nei live propone una musica cristiana di qualità unita, laddove è possibile, a momenti di preghiera come l’Adorazione: “Il centro del nostro concerto non vogliamo essere noi ma Dio. Credo sia il nostro carisma, accompagnare le persone, i giovani all’Eucaristia. Togli l’Io e metti Dio” ci rivela Francesca che si lascia scappare anche una dedica per Alessandro: “Credo scriva in modo fantastico. Tocca le corde giuste, ho creduto in lui”. Per i ragazzi, appena tornati da un live a Medjugorje, dopo gli album “Come nessun’altro” del 2010, “Kairòs” del 2014 e il travolgente singolo “Sono figlio di un Re” del 2015, adesso è quasi pronto il terzo disco che conterrà 14 canzoni, un lavoro che ha già dato i suoi frutti su Musicraiser piattaforma dove è possibile sostenere la band in infiniti modi. Per informazioni e dettagli basta cliccare sul loro sito internetwww.realemusica.it seguire il gruppo sulle loro pagine social. Infine, siccome le grazie per chi si affida col cuore a Dio sono sempre molteplici, notizia di questi giorni, la canzone “Alla porta del Cielo“ è stata scelta come inno ufficiale della marcia francescana di Assisi 2016. Una benedizione ulteriore per un gruppo che sta pian piano raccogliendo quanto seminato con passione e dedizione, e che, come dimostrano gli ultimi risultati, non teme nessuno nemmeno la musica più commerciale. Del resto a giudicare dai frutti del panorama musicale cristiano pare proprio che al Cielo piaccia la buona musica: con un alleato così in Alto, niente è impossibile.

Nel nome del Padre

" In verità vi dico: era tanto tempo che volevo scrivere approfondimenti di e per la religione e grazie al Cielo il tempo è arrivato! In fondo non di solo pane vive l'uomo ma anche di conoscenza e di fede. ""Perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi"". E così sia! Buona lettura! "

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