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La bolletta telefonica lievita a dismisura? Colpa dei #CostiNascosti. Scopriamo quali sono.

Inutile girarci intorno: nessuno di noi può prevedere quanto ci costa la bolletta del telefono. Tra fisso e mobile, infatti, la fattura resta un rompicapo, un po’ per colpa di voci oscure, ma soprattutto perché ogni mese c’è il rischio di amare sorprese.

Sono i cosiddetti costi occulti, quelle “simpatiche” voci che ci vengono addebitate a nostra insaputa o per servizi che non servono a niente o non abbiamo mai richiesto. Paradossale no? Pagare per un prodotto che non volevamo acquistare! Potremmo dire che è la concorrezza, bellezza! Già, il rovescio della medaglia di un mercato liberalizzato che, dopo la guerra dei prezzi al ribasso di tre anni fa, sta cercando ogni via (lecita e illecita) per dare fiato ai bilanci.

Così, dopo la triste vicenda della fatturazione a 28 giorni (la storia è tutt’altro che finita, vista l’indagine dell’Autorità Garante su un possibile cartello anticoncorrenziale), le molte pubblicità ingannevoli (l’ultima sulla finta fibra), adesso fli operatori giocano a riempire le nostre bollette dio costi nascosti.

Ecco perché con l’Unione Nazionale Consumatori abbiamo deciso di investire l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con una denuncia a carico dei principali operatori telefonici, Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb (qui la mia intervista al Tg3).

Ad onor del vero non possiamo mancare di dire che non sono tutti uguali: Fastweb in particolare ha investito negli ultimi tempi in un percorso di trasparenza verso il consumatore e dobbiamo dargliene atto. Anzi sembrerebbe che questo stesso operatore abbia avviato delle iniziative presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) per segnalare i comportamenti scorretti dei competitors. Bene! Non possiamo che compiacerci se la nostra iniziativa ha avviato un comportamento davvero concorrenziale anche sul versante dell’onestà di queste imprese verso i consumatori.

Tornando alla campagna dell’Unione Nazionale Consumatori sui #CostiNascosti, pensiamo a quanto il fenomeno è diffuso: secondo alcuni dati, questi oneri occulti (o in
alcuni casi ignorati per disattenzione e fretta
dal cliente stesso) comporterebbero un aggravio 
di spesa medio fino al 15%.

Ma quali sono i costi meno conosciuti dagli utenti che incidono sul caro-bolletta? Ne cito solo alcuni (la lista completa qui). In alcuni casi si tratta di servizi che potrebbero essere disattivati al momento della sottoscrizione del contratto, se resi noti, come il servizio “Chiama Ora”, “Ti ho cercato”, “Chiamami” (con la notifica delle chiamate perse che sono a pagamento), ma anche la segreteria telefonica che non è gratuita. Per non dire (e qui siamo davvero al folclore) dei costi d'incasso o "altri costi" presenti in bolletta: tutti gli operatori addebitano, a prescindere dalla modalità di pagamento prescelta, queste spese misteriose (non è per nulla chiaro il servizio che remunerebbero, ma compaiono puntuali nelle fatture). 

Insomma mi sembra davvero arrivato il momento di fermare questo scempio. Ognuno di noi può cominciare a farlo, verificando se nella lista dei #CostiNascosti, ce ne è qualcuno di quelli presenti nelle nostre bollette. Nel caso fatemelo sapere!

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Attenzione Agli Acquisti: tutto quello che i consumatori non devono fare quando decidono di comprare qualcosa. Dal supermercato all'e-commerce, passando da bollette impazzite e prodotti difettosi: mai credere alla pubblicità e mai rassegnarsi. Parola del Presidente dell'Unione Nazionale Consumatori

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