martedì, 02 settembre

Lo scandalo delle strade fantasma: lavori pubblici mai eseguiti

Operazione "Ghost Roads 2" della guardia di finanza di Salerno: lavori pubblici finanziati e non eseguiti. Quattro arresti, sequestrati beni e denaro per oltre 6 milioni di euro

Redazione 12 aprile 2012

SALERNO - Ghost roads, strade fantasma. Progettate, appaltate, finanziate, ma mai eseguite. Lo scandalo esplode a Salerno, dove i militari della Guardia di finanza hanno arrestato quattro persone, nell'operazione denominata "Ghost Roads 2". Lo si apprende da una nota delle fiamme gialle.

Gli agenti hanno arrestato "un pubblico ufficiale della Provincia, un imprenditore e due dipendenti di un istituto di credito tesoriere dell'ente per lavori pubblici mai eseguiti". Si tratta, spiegano i finanzieri, di altre strade fantasma dopo quella denunciata da Angelo Vassallo, il compianto sindaco di Pollica ucciso nel settembre del 2010. Sequestrati beni mobili ed immobili e denaro per oltre 6 milioni di Euro.

Gli arresti sono stati eseguiti su ordinanza del giudice per le indagini prelminari del tribunale di Salerno, su richiesta della locale procura della Repubblica. Sono state inolotre seguite perquisizioni domiciliari e locali anche nei confronti di altre persone, non destinatarie di provvedimento restrittivo.

Le ipotesi di reato contestate ai quattro, si legge in una nota della guardia di finanza, sono quelle di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di peculato aggravato e continuato, falso ideologico continuato in atto pubblico relativamente alla mancata esecuzione di lavori pubblici appaltati dal citato ente (la Provincia) per la realizzazione di lavori in realtà mai eseguiti. Per i dipendenti dell'istituto di credito l'ipotesi di reato contestata è quella di riciclaggio.

Le attività della guardia di finanza, riferiscono le fiamme gialle, hanno avuto inizio dalle vicende relative alla mancata realizzazione della strada provinciale 108 Casal Velino Celso, già denunciata dal defunto sindaco di Pollica Angelo Vassallo e che aveva portato all'esecuzione, nel marzo del 2011, di misure cautelari personali e reali nei confronti di tre pubblici ufficiali e tre imprenditori, nel corso dell'operazione Ghost Roads.

Le successive indagini hanno dimostrato che sebbene formalmente estraneo al citato appalto - si legge nel comunicato della guardia di finanza - il reale dominus dello stesso era D. S. L., noto imprenditore della zona, oggi destinatario della misura restrittiva. Inoltre, come già emerso nella prima fase dell'operazione Ghost Roads, il meccanismo illecito di appropriazione di denaro pubblico era esteso anche ad altri appalti fantasma. Nel dettaglio, sono stati accertati ulteriori 12 casi di erogazione di denaro per un ammontare superiore a 1,5 milioni di euro per lavori pubblici che però non sono stati eseguiti.

"Tutto ciò è stato possibile - spiegano le fiamme gialle - grazie alla predisposizione di mandati di pagamento emessi sulla base di determine di liquidazione false ed in assenza della contabilità pubblica prevista dalla legge per gli appalti. Mandati adottati dal settore finanziario dell'ente, con il ruolo determinante del funzionario preposto a tali adempimenti e destinatario della misura restrittiva".

Per gli stessi fatti, spiegano i finanzieri, è stata contestata a due cassieri dell'istituto di credito la condotta di riciclaggio, per aver proceduto al pagamento dei mandati di pagamento sistematicamente con denaro contante per importi elevati in favore dell'imprenditore D. S. L. benché degli stessi fosse formalmente destinatario l'imprenditore M. B. (già tratto in arresto lo scorso anno per la mancata esecuzione della strada provinciale 108 Casalvelino Celso) e per aver eluso dolosamente gli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio.

Quattro persone sono quindi finite agli arresti domiciliari: V. G., funzionario della provincia di Salerno, l'imprenditore D. S. L. e due dipendenti di un istituto di credito, T. A. e G. M., mentre un altro soggetto è indagato a piede libero per il reato di favoreggiamento personale.

Nello specifico, sempre su richiesta della procura della Repubblica, è stato disposto a carico degli arrestati e di altri due indagati il sequestro preventivo della somma di 1.544.000 Euro, corrispondente al profitto del reato di peculato ipotizzato, su tutti i conti correnti e rapporti di natura finanziaria riconducibili agli stessi.

Nei confronti dell'imprenditore D. S. L. è stato disposto anche il sequestro preventivo (ex art. 321 c.p.p.) della somma di 465.200 Euro pari al profitto del reato di peculato per la mancata realizzazione della strada provinciale 108 Casalvelino Celso.

Inoltre, a seguito di capillare attività investigativa svolta dalla guardia di finanza, finalizzata alla ricostruzione del patrimonio accumulato da parte del pubblico ufficiale e dell'imprenditore, è stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca, di beni mobili ed immobili (ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 321 c.p.p. e 12 sexies L. 356/1992) attesa l'evidente sproporzione tra le fonti di reddito dichiarate e il patrimonio accumulato, situazione evidentemente non compatibile con lo status di dipendente pubblico.

Sono stati posti sotto sequestro 3 appartamenti di notevole valore commerciale in Salerno; un locale deposito in Salerno; un locale garage in Salerno; un immobile in Teggiano; 2 locali uso ufficio e studi privati in Giffoni Valle Piana; un locale garage in Giffoni Valle Piana; un appartamento in Montecorice - località Capitello con annessi terreni; 3 autovetture ed 1 motociclo; somme di denaro giacenti su numerosi rapporti di natura finanziaria (c/c, libretti di deposito, deposito titoli) in corso di quantificazione. (da SalernoToday)

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