Coronavirus, anziani 'in fuga' nel bosco per giocare a carte: traditi dalle urla durante la partita

Succede a Castano Primo, nel Milanese. Il sindaco ha fatto transennare il ritrovo del gruppo dalla Locale

L'area transennata

Quando i compagni di briscola chiamano, non c'è pandemia che tenga. Per informazioni chiedere a un gruppetto di arzilli anziani che nei giorni scorsi hanno pensato bene di interrompere la quarantena per una classica partita a carte con gli amici, in barba a ordinanze di governo, regione e pure del comune di residenza, Castano Primo, piccolo comune in provincia di Milano. 

A raccontarlo è stato proprio il primo cittadino del comune milanese, Giuseppe Pignatiello, che nei giorni scorsi ha ricevuto alcune segnalazioni sui social da abitanti che "denunciavano" urla e grida che arrivavano dall'area verde accanto alla ciclabile che costeggia il canale Villoresi. 

Così, il sindaco ha subito inviato una pattuglia della polizia locale, che però sul posto non ha trovato più nessuno. Comunque i dubbi erano pochi: qualcuno stava davvero giocando a carte, tanto che i testimoni parlavano di anziani molto "presi" dalla partita, come certificato dal tono della voce. A quel punto, gli agenti hanno "sequestrato" l'area e hanno transennato sedie e tavoli con il nastro. 

"Ma è possibile che bisogna arrivare anche a questo? - lo sfogo di Pignatiello -. Io capisco tutto e tutti eh, perché sono un essere umano come tutti voi: però, dico.... Con una pandemia globale che sta mettendo il mondo a dura prova, con delle misure restrittive che in Italia non si vedevano dalla Seconda Guerra Mondiale, con tutti sigillati in casa, secondo voi è normale che io debba mandare la Polizia Locale a chiudere questo ritrovo lungo il Villoresi perché un gruppo di cittadini andava a giocare a carte?". 

"A me dispiace davvero, perché i sigilli della Polizia Locale sono assolutamente simbolo del nostro controllo, ma rappresentano anche un mio fallimento - le parole del primo cittadino -. Perché se non sono riuscito a farvi capire che la situazione non è semplice, se non sono riuscito a farvi capire che non si esce per giocare a carte, dove ho sbagliato anche io? A parte questo, io non verrò a mettere i catenacci alle vostre porte, né girerò alla Rambo in paese per controllare sempre tutti i giorni, perché ad un certo punto ci vuole la fiducia. Fiducia nel buon senso del prossimo, ma soprattutto fiducia e rispetto delle persone".

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Fortunatamente dal giorno del sequestro, gli anziani hanno rinunciato alle loro "scorribande". "Ho denunciato la cosa sui social chiedendo più attenzione - racconta domenica il sindaco a MilanoToday - E da allora non è più successo". 

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