Respinto il ricorso dei "genitori-nonni": la piccola Viola resta "adottabile"

I giudici hanno confermato l'adottabilità della bimba nata dalla coppia di Casale Monferrato. La piccola resterà con la famiglia adottiva che l'ha accolta quando è stata allontanata dai genitori

La Corte d'Appello di Torino ha confermato lo stato di adottabilità della bimba nata dalla coppia di "genitori-nonni" di Casale Monferrato e allontanta a pochi mesi dalla nascita. I giudici hanno respinto il ricorso presentato da Gabriella e Luigi De Ambrosis (63 anni lei, 75 lui). 

La piccola, nata a Torino sette anni fa, era già stata adottata da un'altra famiglia e dal 2013 non ha alcun contatto con i genitori naturali. Il suo caso è stato discusso dalla sezione minorile della Corte d'apello per iniziativa della Cassazione, che aveva chiesto ai giudici di pronunciarsi nuovamente. L'avvocato dei Deambrosis, Adriana Boscaglia, ha annuncito l'intenzione di impugnare il provvedimento.

LA STORIA - La piccola Viola era nata nell'aprile 2010, quando la madre aveva 57 anni e il padre 68. Poche settimane dopo la nascita, i genitori furono accusati di abbandono: il padre aveva lasciato la neonata addormentata in macchina per entrare in casa e scaldare il latte. Una vicina aveva chiamato i carabinieri. La coppia fu denunciata per abbandono di minore, accusa da cui poi furono pienamente assolti. Dopo di allora, i Deambrosis avevano potuto incontrare la figlia soltanto in momenti prestabiliti e in luoghi protetti, ricorda La Stampa. Una sentenza della Corte d'Appello, però, nel 2012 aveva dichiarato Viola adottabile. Un verdetto confermato anche dalla Cassazione. La coppia si era quindi affidata all'avvocato Boscagli. A giugno, gli ermellini avevano respinto la sentenza di adottabilità e avevano rimandato la vicenda ai giudici d'appello di Torino, che hanno riesaminato la capacità genitoriale dei coniugi, tenendo conto del richiamo ad accantonare i pregiudizi sull’età matura e a considerare che dall’accusa di abbandono erano stati assolti.  

"Certamente la sentenza tiene conto dello stato attuale della bimba, che vive con un'altra famiglia e dell'eventuale trauma conseguente alla separazione, ma prima o poi bisognerà spiegarle che i suoi genitori sono altri e come mai è stata allontanata da loro", ha detto l'avvocato a Repubblica.

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