domenica, 26 ottobre

Incendio a bordo, paura sulla nave da crociera

E' arrivata al porto di Marghera la nave da crociera "Zenith" che era rimasta bloccata al largo di Chioggia per un incendio nella sala macchine

Redazione 26 giugno 2013

VENEZIA - Trainata da tre rimorchiatori e scortata dalla Guardia Costiera, la nave da crociera "Zenith" che era rimasta bloccata al largo di Chioggia per un incendio nella sala macchine è arrivata al porto di Marghera. I circa 1600 passeggeri a bordo, per la quasi totalità spagnoli (rimasti tutti illesi), sono stati fatti sbarcare.

Le operazioni di sbarco si sono concluse senza problemi alle 3,30 del mattino. La nave è ormeggiata alla Banchina Liguria del Terminale Vecon. La nave era rimasta bloccata al largo di Chioggia per un incendio sviluppatosi nella sala macchine nella mattinata di martedì. Ingente il sistema di sicurezza predisposto, coordinato dalla prefettura di Venezia, con uomini della guardia costiera, dei vigili del fuoco, della polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza, polizia locale, agenzia delle dogane e Croce verde. Una squadra dei pompieri con un team ispettivo della Capitaneria di Porto è salita a bordo per ispezionare i locali interessati dall'incendio. Un nucleo di Polizia giudiziaria della guardia costiera ha, invece, iniziato a raccogliere le informazioni dal comando di bordo per accertare la dinamica dei fatti. Gran parte dei passeggeri (quasi tutti spagnoli) sono stati poi trasferiti all'aeoporto Marco Polo dove ad attenderli c'erano cinque voli speciali diretti a Madrid predisposti dall'operatore Pullmantur, gestore della stessa nave.

L'INCIDENTE DI MARTEDI' - Principio d'incendio in sala macchine pochi minuti dopo le 4 di stanotte per una nave da crociera Zenith al largo di Chioggia, a circa 15 miglia dalla costa. A causa dell'incidente il quadro elettrico sarebbe andato in parte fuori uso, lasciando quindi "orfani" i circa 2.200 passeggeri dell'imbarcazione. La necessità è di traghettare la nave da crociera in porto, visto che i propulsori principali sono andati in avaria.

La nave verrà ormaggiata alla banchina Liguria di Porto Marghera verso le 21 di stasera, il tempo di raggiungere la meta ad andatura "molto lenta" (quattro nodi). Quella permessa dai quattro rimorchiatori che la porteranno a destinazione  Alle 20 giungerà all'imboccatura di Malamocco. L'imbarcazione, con i motori principali fuori uso, stamattina si trovava alla fonda a circa 16 miglia da Porto Levante. A bordo i tecnici e gli uomini della Capitaneria di porto di Venezia per capire l'entità del problema. E' toccato poi alla compagnia crocieristica decidere se far rientrare l'imbarcazione a Ravenna (da dove era partita) o farle raggiungere Venezia (la meta successiva designata). A quanto pare si sarebbe optato per la seconda ipotesi, per caratteristiche di fondali e vicinanza. Con l'accorgimento di una deviazione sul canale di Malamocco e l’arrivo a Porto Marghera. Il comandante della nave da prassi ha predisposto il piano per l'abbandono nave (anche se non sussiste alcun pericolo che accada ciò). I 1676 passeggeri e i 600 membri dell'equipaggio hanno quindi dovuto indossare i giubbotti di salvataggio per ogni evenienza.

Se la sala macchine è bloccata, rimangono comunque  in funzione i generatori di emergenza. A bordo quindi l'elettricità c'è, specie per garantire l'illuminazione e funzionamento dei frigoriferi. L'imbarcazione, lunga 208 metri, varata nel 1992 e oggetto nel 2006 della ristrutturazione delle sue 720 cabine, dovrà entrare nel porto "scortata" dai rimorchiatori e dagli uomini della guardia costiera, allertata stanotte dal sistema automatico d'allarme che collega la sala operativa alla plancia di comando di questo tipo di natanti.

VOLI STRAORDINARI VERSO MADRID - Appena i passeggeri (quasi tutti spagnoli) saranno fatti sbarcare nel terminal di Marghera, verranno fatti salire in pullman e portati all'aeroporto "Marco Polo" di Tessera. Qui saranno imbarcati su sette voli straordinari diretti a Madrid predisposti dall'operatore Pullmantur, gestore della stessa nave. Per agevolare i passeggeri, in aeroporto resteranno aperti fino a notte fonda tutti i punti di ristoro e le strutture di accoglienza.

NO GRANDI NAVI - "L'incendio scoppiato questa notte nella sala macchine della nave da crociera Zenith dimostra una volta di più "quanto sia inconsistente la sicumera con cui il presidente dell'Autorità Portuale, Paolo Costa, e il suo sodale della Venezia Terminal Passeggeri, Sandro Trevisanato, liquidano la possibilità di incidenti nel cuore della città e in laguna". L'accusa viene da Silvio Testa, portavoce del comitato No Grandi Navi, che si batte perché le navi da crociera vengano bandite dalla città. "Per non andare alla deriva senza motori, la Zenith ha dato fondo alle ancore tra Porto Levante e Chioggia: cosa succederebbe - si chiede - se un incidente analogo avvenisse in Bacino di San Marco oppure con la nave da crociera in coda nel Canale dei Petroli tra una petroliera, una chimichiera, una porta carbone, come vorrebbero Costa e il sindaco, Giorgio Orsoni, con le loro proposte?". Per il comitato, "il decreto Clini-Passera va applicato da subito, le navi incompatibili vanno immediatamente estromesse dalla laguna, poi le autorità si prendano tutto il tempo necessario per trovare e discutere le alternative, se ve ne sono".

IL MINISTRO ORLANDO - L'incidente arriva all'indomani delle dichiarazioni del ministro dell'Ambiente Andrea Orlando che, nel ribadire la necessità di trovare un'alternativa al passaggio delle Grandi Navi davanti a San Marco, ha sottolineato come "non sarà mai possibile gestire da Roma l'assetto futuro di Venezia e anche in tema di grandi navi dovranno essere gli enti territoriali a pronunciarsi".

Questa affermazioni dopo che il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni aveva chiesto che gli fossero "dati i poteri per governare le tematiche cruciali della città".

"Dopo aver dato un termine alla comunità veneziana per individuare i progetti praticabili - ha spiegato Orlando - ci siamo assunti la responsabilità di valutare la fattibilità ambientale degli stessi. Lo faremo il 25 luglio, ma ripeto che alla fine la valutazione ultima è una valutazione politica che spetta al locale. Ciò che non è praticabile è l'idea secondo la quale sino a che non si trova l'accordo bisogna andare avanti così". Il ministro si è detto convinto che un'intesa tra gli attori della questione si troverà: "con le prove di forza nulla cambia - ha spiegato Orlando - Le grandi navi vanno tolte. E' importante però che ci sia un consenso pieno e unanime altrimenti non si arriverà da nessuna parte". (da VeneziaToday)

incendi

Commenti