Lapidi scambiate al cimitero, la scoperta di una vedova: al posto del marito c'era una donna

I due defunti si trovavano nel posto assegnato loro a terra: ad essere scambiate erano state le lapidi provvisorie che si mettono subito dopo il funerale in attesa che il terreno si assesti per sistemare poi quelle definitive

La tomba del signor Salvatore rimessa al suo posto nel cimitero Monumentale di Torino

Ricordava che suo marito era stato sepolto nello spazio 13 del cimitero Monumentale di Torino, ma quando dopo una settimana è tornata per mettere dei fiori, ha trovato la lapide provvisoria in un altro spazio, il 16. A quel punto la donna si è rivolta a un avvocato e ha iniziato una battaglia per sapere dove era stato effettivamente sepolto il marito.

Alla fine si è scoperto che all'origine di tutto c'è stato uno scambio di lapidi, come ha confermato la verifica condotta ieri mattina nel campo 10 dal personale di Afc, la società che gestisce i servizi cimiteriali torinesi, dopo la denuncia della donna, che si era rivolta alla magistratura, la quale aveva aperto un'inchiesta tenuta dal pm Francesco La Rosa. I due defunti infatti si trovavano nel posto assegnato loro a terra: ad essere scambiate erano state semplicemente le due lapidi provvisorie che si mettono subito dopo il funerale in attesa che il terreno si assesti per sistemare poi quelle definitive.

Lapidi scambiate al cimitero Monumentale di Torino

Oggi si è tenuto lo scavo per riesumare la salma del marito della donna, il signor Salvatore, morto nell'aprile 2018. L'operazione ha dato ragione alla sua famiglia, che ha assistito alle operazioni: effettivamente la sua salma e quella della vicina avevano sopra la lapide sbagliata. Entrambe ora sono state rimesse al posto giusto.

"Con il mio insediamento nel luglio di quest’anno ho subito affrontato il caso della signora Renata, vedova del signor Salvatore di Palma, il cui funerale si è tenuto nell’aprile 2018 - dichiara il presidente di Afc, Roberto Tricarico - Ho accolto la richiesta di verifica presentata dal suo avvocato Antonio Vallone. Acquisito il nulla osta del procuratore Francesco La Rosa, d’accordo con l’assessore Marco Giusta, ho disposto che si intervenisse. Ha avuto ragione la signora Renata, si è trattato di un errore, di cui chiediamo scusa e per il quale abbiamo già rimediato”. Nei prossimi giorni è previsto un incontro di Tricarico e Giusta con la famiglia.

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