Bimbi tenuti al freddo e lasciati a piangere per ore: arrestate due maestre d'asilo

Le due donne, madre e figlia, sono accusate non solo di aver accolto nella struttura un numero superiore di bambini a quello stabilito dall'autorizzazione comunale, ma anche di averli esposti a numerosi maltrattamenti

Immagine di repertorio Pixabay

Due maestre di un nido in famiglia privato di Torino, entrambe italiane, sono state arrestate dalla polizia perché ritenute responsabili di maltrattamenti di conviventi, continuato, in concorso, aggravato dalla minore età delle vittime.

Gli arresti sono giunti al termine di un'indagine condotta dalla Squadra Mobile della Questura torinese che dal novembre scorso, con il supporto di intercettazioni telefoniche ed ambientali, avrebbe accertato gravissime irregolarità nella gestione dell'asilo nido ai danni dei bambini ospitati che sarebbero stati sottoposti ripetutamente a maltrattamenti.

Maltrattamenti all'asilo, le accuse contro le due maestre

In particolare, secondo gli investigatori, le due donne - madre e figlia di 62 e 38 anni - oltre ad accogliere presso la struttura un numero di bambini, in età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni, superiore a quello stabilito nell'autorizzazione comunale, li tenevano all'interno di una mansarda non autorizzata, con il riscaldamento spento, li nutrivano in maniera non adeguata e contraria alle norme igienico-sanitarie, evitavano di cambiarli e lavarli, impedivano loro di dormire o li esponevano alle fredde temperature invernali portandoli con sé a fare commissioni, li strattonavano o li lasciavano piangere per ore per fame o sonno e in taluni casi li richiudevano in una stanza da soli per punizione.

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Le accuse sono state contestate dal gruppo fasce deboli della Procura che ha coordinato le indagini della polizia torinese, svoltesi con l'uso di telecamere nascoste, che erano scattate lo scorso novembre 2018 dopo la denuncia di un'altra insegnante licenziata. La struttura, al momento, non è sotto sequestro. Le due insegnanti sono difese dagli avvocati Roberto Brizio e Andrea Serlenga e negano ogni addebito.

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