Neonato con una grave malattia abbandonato dai genitori: decine le richieste di adozione

Nato con la fecondazione eterologa, è stato abbandonato dai genitori quando hanno scoperto che aveva l'Ittiosi Arlecchino. Fra due mesi, per legge, dovrà lasciare l'ospedale. Decine le richieste di adozione arrivate in reparto dopo la notizia

Foto di repertorio Ansa

All'ospedale Sant'Anna di Torino è ricoverato il piccolo Giovannino, nato quattro mesi fa e abbandonato dai genitori perché affetto da una rara e grave malattia. Come racconta il quotidiano La Stampa, il bimbo è nato con l'Ittiosi Arlecchino, una disfunzione congenita della pelle che colpisce un neonato su un milione e che causa grosse squame quadrangolari che ricordano la famosa maschera veneziana, insieme a forte disidratazione con conseguenti problemi di respirazione e serie difficoltà di movimento. La malattia provoca fissurazioni e ragadi profonde nella cute, ispessita e giallastra, determina contratture degli arti e difficoltà respiratorie per impedimento dei normali movimenti di escursione della gabbia toracica. 

Giovannino, il neonato con l'Ittiosi Arlecchino: gara di solidarietà per lui

Giovannino è stato concepito con la fecondazione eterologa. I genitori, dopo aver saputo della sua patologia, hanno deciso di lasciarlo in ospedale. Da allora vive nel reparto di terapia intensiva neonatale del Sant'Anna, accudito amorevolmente dal personale, ma l'ospedale può farsene carico solo fino al sesto mese di vita. Da qui la necessità urgente di trovare una sistemazione per il bimbo.

Generalmente, i neonati nati con l'Ittiosi Arlecchino muoiono nelle prime settimane di vita, per le difficoltà respiratorie, le infezioni batteriche e i problemi di nutrizione. Il piccolo Giovannino ha incredibilmente superato la fase più critica ma le sue aspettative di vita rimangono comunque basse.

"È un po' la mascotte del reparto"

"Richiede tantissime cure, per certi versi banali. Deve essere incremato, oliato e curato per permettere alla sua cute per essere il più normale possibile. Adesso lui è un bimbo normale, sveglio, che sorride, che vuole essere preso in braccio. Gli piace ascoltare le storie e la musica. È un po' la mascotte del reparto. Ha 40 mamme e 10 papà, che sono tutti coloro che lavorano qui", spiega il dottor Daniele Farina, direttore del reparto di Terapia Intensiva neonatale. "Speriamo che finalmente si riesca a trovare una famiglia o affidataria o addirittura in adozione. Non è facile perché impegnativo e quindi non si può pensare di darlo facilmente. Questa mattina - 6 novembre - in reparto sono arrivate una decina di proposte di adozione e speriamo che questo aiuti i servizi sociali del Comune a trovargli una famiglia".

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