Vasto, uccide il giovane che investì la moglie: lascia la pistola sulla tomba e si costituisce

Fabio Di Lello, 32 anni, ha sparato quattro colpi di pistola all’uscita di un bar al 22enne che in un incidente provocò la morte della donna. Poi ha lasciato l’arma sulla tomba della moglie e si è costituito. Il giovane era accusato di omicidio stradale

Italo D'Elisa, Roberta Smargiassi e Fabio Di Lello

VASTO (CHIETI) - La giovane moglie morì in un incidente stradale, una sera di sette mesi fa: lui per vendetta ha ucciso chi la investì.

La tragedia si è consumata davanti ad un bar di Vasto, in provincia di Chieti: Fabio Di Lello, 32enne noto calciatore locale, ha sparato quattro colpi di pistola e freddato Italo D'Elisa, l'uomo che nel luglio del 2016 travolse e uccise in auto sua moglie, Roberta Smargiassi, mentre viaggiava su un motorino.

Non c'era giorno che Fabio Di Lello non andasse al cimitero. Ogni giorno per fermarsi davanti alla lapide per accarezzare la foto della donna che aveva sposato nell'ottobre del 2015. E proprio su quella tomba Di Lello ha lasciato la pistola con la quale ha compiuto l'omicidio, dentro una busta di plastica, prima di consegnarsi alla giustizia. Dopo essersi consegnato ai militari, Di Lello è stato portato in caserma a Vasto insieme ai suoi avvocati.

"Mi chiedo, dov'è giustizia? Mi rispondo, forse non esiste! Non dimentichiamo, lottiamo, perché non ci sia più un'altra Roberta", scriveva Fabio su Facebook. La vittima era accusata di omicidio stradale: a breve avrebbe avuto la prima udienza dal gup. Così il suo avvocato Pompeo Del Re: “Il percorso della giustizia stava andando avanti. Italo D’Elisa sarebbe dovuto comparire nei prossimi giorni davanti al gup. Ci era stata notificata – prosegue il legale – la fissazione di udienza preliminare, nel corso della quale si sarebbe dovuto decidere se disporre o meno il rinvio a giudizio”. D’Elisa era indagato per omicidio stradale. “Ma a quanto pare – conclude Del Re – Italo è stato seguito, sono stati seguiti i suoi spostamenti e alla fine è stato ucciso. Sono stati esplosi più colpi di proiettile. È chiaro l’intento e la premeditazione”.