Gioielliere minacciato con una spada: ''Dacci 8mila euro o finisce male''

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Due fratelli, uno di 33 anni e l'altro di 19, insieme ad una terza persona di 37 anni, sono finiti in manette a Caltagirone, provincia di Catania, con l'accusa di concorso in estorsione aggravata. Tutti e tre gli arrestati sono di Grammichele, sempre nel catanese.
L’operazione dei militari dell’Arma, coordinata dei magistrati della Procura della Repubblica di Caltagirone, ha fatto piena luce su una estorsione commessa in danno di un gioielliere di Grammichele, pianificata nei minimi dettagli. Il 22 febbraio scorso un soggetto incensurato si presentava presso una gioielleria di Grammichele accompagnato da due noti pregiudicati del luogo pretendendo che il titolare gli restituisse degli oggetti in oro, trafugati dalla propria abitazione e che, secondo lui, erano stati rivenduti/consegnati proprio in quella gioielleria. Dopo il diniego di tale ipotesi da parte del titolare del negozio, i tre soggetti divenivano sempre più aggressivi e minacciosi, pretendevano che venisse loro corrisposta una somma di 8.000 euro per rifondere l’incensurato del danno subito. Uno dei pregiudicati, in quella occasione, ha riferito che se non fosse avvenuto ciò, "sarebbe finita male".

Gioielliere minacciato con una spada

In preda alla paura, il gioielliere, in quella situazione, consegnava più di 30 grammi di oro e circa 500 euro in contanti, ma i tre hanno preteso altri preziosi dal commerciante che, intimorito e confuso, li rimandava al giorno seguente. La mattina del 23 febbraio, i tre individui si sono presentati puntuali al negozio per esigere la mercanzia promessa (due collane in oro) pretendendo - con la minaccia "se non ci accontenti ti finisce male!" - anche altri preziosi. Il gioielliere, esasperato, ha consegnato loro un bracciale sempre in oro. Il 26 febbraio 2019 la vittima, ormai completamente assoggettata e intimorita dalla situazione creatasi, veniva addirittura “invitata” a presentarsi a casa del soggetto che aveva asserito di aver subito il furto e in tale occasione, alla presenza della propria compagna, uno dei due pregiudicati presenti anche in quella circostanza, brandendo una spada, proferiva le parole "Ti ammazzo", intimandogli di preparare almeno 300 grammi di oro da consegnare loro nel giro di poche ore in gioielleria.

A quel punto, ormai disperata, la vittima ha deciso di rivolgersi ai carabinieri che dopo aver analizzato con attenzione le dichiarazioni, e predisposto appositi servizi dinamici, hanno inizialmente proceduto all’arresto di Massimo Michele Grosso e di Antonino Amoroso - catturati all’uscita dal negozio con addosso gli oggetti in oro poco prima estorti - e successivamente, a seguito di richiesta di misura cautelare presentata il 7 marzo scorso dalla Procura della Repubblica di Caltagirone, hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale calatino nei confronti del terzo complice, Rosario Amoroso.

“Il Procuratore della Repubblica Giuseppe Verzera, nell’esprimere soddisfazione per la brillante operazione dell’Arma, invita le vittime del racket a seguire il coraggioso esempio del commerciante di Grammichele collaborando con le istituzioni. Pagare il pizzo significa accrescere i patrimoni e la forza delle organizzazioni criminali ai danni della società civile”

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