"Negro di m...": insulti razzisti alla partita di ragazzini, allenatore ritira la squadra

La Rozzano calcio con un lungo post Facebook ha riferito come sarebbero andate le cose

Ancora razzismo su un campo di pallone, durante una partita di ragazzini. I fatti risalgono allo scorso martedì sul campo di Ponte San Pietro, nella Bergamasca, dove era in programma la gara tra esordienti - calciatori di tredici anni - di Pontisola e Rozzano calcio. 

Nel corso del match - racconta MilanoToday - uno dei ragazzini del club milanese avrebbe insultato un attaccante rivale urlandogli "Negro di merda". Quando a fine gara si è chiarito l'accaduto - perché il 13enne bergamasco non aveva voluto stringere la mano all'altro calciatore - il mister della squadra di casa, Igor Trocchia, ha deciso di ritirare i suoi ragazzi dalla competizione.  

La Rozzano calcio con un lungo post Facebook ha riferito come sarebbero andate le cose. "Partendo dal presupposto che non è nostra intenzione né minimizzare l’accaduto né giustificare ciò che risulta essere ingiustificabile, ci teniamo solamente a raccontare i fatti. Il ragazzo ha offeso l’avversario con la frase che ormai tutte conoscete, lo stesso accortosi del tremendo sbaglio commesso si è avvicinato per chiedere scusa, scuse che non sono state accettate dall’avversario, scelta più che comprensibile".

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"Il nostro Mister una volta a conoscenza dell’accaduto ha subito preso un’importante decisione ovvero mandare il ragazzo a fare la doccia comunicandogli che la sua giornata calcistica sarebbe finita e che sarebbero stati avvertiti i genitori per riportalo a casa - le parole del club milanese -. A quel punto il nostro Presidente Marco Capitelli, che era sugli spalti ignaro di quanto fosse successo, si è recato negli spogliatoi che ospitavano il Pontisola per porgere le scuse a nome di tutta la società al ragazzo offeso".

"Una volta uscito dagli spogliatoi, ha espresso il suo parere contrario all’abbandono del torneo al Mister del Pontisola, considerato che l’unico colpevole dell’ingiuria era stato già allontanato dal campo e nessun altro atleta di nessuna squadra aveva avuto un comportamento irrispettoso verso altri giocatori, sostenendo che non devono pagare altri gli sbagli del singolo. Diverso sarebbe, se ci fosse stato un clima ostile da parte dei giocatori o spettatori nei confronti del ragazzo o della squadra, in quel caso sì che sarebbe stata condivisibile la scelta di abbandonare il torneo. Detto ciò - la linea della Rozzano calcio - ribadiamo che il fatto spiacevole commesso dal nostro tesserato è deplorevole".
 
"Il nostro Presidente ha contattato il Presidente del Pontisola per porgere le scuse ufficiali a nome della società, della famiglia e in particolar modo del ragazzo. Stessa cosa da parte della famiglia del ragazzo dispiaciuta per l’accaduto che si è scusata con noi, con il Pontisola e soprattutto con il ragazzo e la sua famiglia e condivide in pieno la decisione di aver sospeso dall’attività il ragazzo per un mese. Ribadiamo - hanno spiegato dalla società - che non è nostra intenzione minimizzare l’episodio, ma ricordiamo a tutti che stiamo parlando di un ragazzo di tredici anni che ha cercato immediatamente di scusarsi, ha ammesso di aver commesso il fatto, ha accettato l’allontanamento e compreso la sospensione da parte della società".

La notizia su MilanoToday

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Commenti (3)

  • Questa e una delle tante ragioni,dopo aver vinto il Mondiale del 2006,non riusciamo a generare dei calciatori all'altezza,scadimento totale di valori morali,umani e tecnici!!!occorre una rivoluzione dal punto di vista culturale e strutture agonistiche adeguate!!!in 12,anni abbiamo continuamente fatto passi indietro!!!

  • viziati ...e pippe ..!! questo è il calcio italiano ...!!

  • eeeeeeeh so ragazzi

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