Polizia forza il presidio dei lavoratori: manifestanti travolti, ferito Stefano Fassina

Martedì sera la polizia ha forzato il presidio di Roma Metropolitane "ferendo alcuni lavoratori inermi, dirigenti sindacali e esponenti politici. Un fatto gravissimo" dice la Cgil. Il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, chiede accertamenti

Fassina dopo gli scontri: trasportato in ospedale, dimesso in serata (Ansa)

Nella Capitale martedì sera la polizia ha forzato il presidio di Roma Metropolitane "ferendo alcuni lavoratori inermi, dirigenti sindacali e esponenti politici": la denuncia arriva ieri in serata su Twitter da parte della Cgil. "Un fatto gravissimo e intollerabile sul quale insieme a Cisl e Uil chiediamo a Viminale e Questura spiegazioni".

"Gravissimo quanto accaduto a Roma Metropolitane. Ancor più grave e inspiegabile l'atteggiamento delle forze dell'ordine contro pacifici manifestanti, tra cui un parlamentare della Repubblica Stefano Fassina, costretto a ricorrere a cure mediche. Presenteremo una interrogazione" afferma il capogruppo di LeU a Montecitorio, Federico Fornaro.

A quel che apprende l'AdnKronos da fonti parlamentari, Fassina è stato dimesso dall'ospedale San Giovanni: gli sarebbe stato diagnosticato un trauma toracico, mentre non avrebbe riportato fratture o incrinature. Secondo quanto ricostruito, il capogruppo di Sinistra Italiana in Campidoglio è rimasto ferito a seguito di uno scontro avvenuto davanti alla sede di Roma Metropolitane, dove un collaboratore dell'assessore capitolino alle Partecipate, Gianni Lemmetti, tentava di entrare nel palazzo che ospita la società. L'ingresso del Palazzo era presidiato da una cinquantina di lavoratori a rischio licenziamento. La polizia ha tentato di aprire un varco per il passaggio al collaboratore di Lemmetti. Alcuni manifestanti, sindacalisti e consiglieri comunali del Pd e di Sinistra italiana sono stati travolti e schiacciati.

Roma, polizia forza presidio: la solidarietà di Raggi e Zingaretti

"Qualcuno nelle prossime ore dal Viminale dovrà spiegare a tutti noi, al Parlamento e all’opinione pubblica perché nel 2019 lavoratori che difendono il proprio posto di lavoro siano stati picchiati dalle Forze dell’Ordine" afferma poi Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Leu. Un fatto che "si vede chiaramente dai video e dalle foto degli organi di informazione. A Stefano Fassina, al segretario della Cgil di Roma e a quello della Uil di Roma e del Lazio la nostra solidarietà e un abbraccio".

Quanto è avvenuto "è molto grave. Si faccia immediata chiarezza, siamo vicini a lavoratori, sindacalisti, consiglieri e deputati" scrive in una nota anche il segretario Pd, Nicola Zingaretti.

"Solidarietà a Stefano Fassina e ai sindacalisti Natale Di Cola e Alberto Civica" scrive su Twitter la sindaca di Roma, Virginia Raggi. "Noi abbiamo sempre scelto la strada del dialogo e del confronto".

Scontri Roma Metropolitane, il Viminale chiede accertamenti

I video che circolano in rete in queste ore evidenziano chiaramente che l'intervento dei reparti di Polizia in servizio presso la manifestazione davanti alla sede di Roma metropolitane si è svolto  senza l'utilizzo di equipaggiamento antisommossa come caschi, scudi o manganelli. E' quanto sottolineano fonti di Polizia all'AdnKronos, precisando quindi che "non c'è stata alcuna carica per disperdere i manifestanti".

Intanto il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha dato indicazione al capo della Polizia Franco Gabrielli di accertare quanto accaduto davanti alla sede di Roma Metropolitane "al fine di verificare se l'intervento delle forze di polizia presenti sia stato svolto in maniera corretta e - comunica il Viminale - senza violazioni di legge".

Sindacato Polizia contro Lamorgese: "Messaggio orrendo"

“Se Luciana Lamorgese ha il dubbio che le Forze di Polizia sappiano intervenire in maniera corretta e non in violazione di leggi allora ha sbagliato mestiere - riferisce Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato - O forse le è sembrato davvero opportuno offendere così clamorosamente la dignità professionale dei poliziotti proclamando pubblicamente la propria pretesa nei confronti del Capo della Polizia di verificare se i suoi dipendenti hanno saputo fare il proprio lavoro? Se le parole attribuite dai media al ministro dell’Interno fossero dettagliatamente vere allora, forse, dovrebbe davvero farsi venire un dubbio, e cioè se si trova a capo del ministero giusto, e se i suoi tanti anni di esperienza le siano davvero serviti a comprendere con chi ha a che fare quando si tratta di donne e uomini in divisa. Perché così ha dato più che altro l’idea di volersi ingraziare la politica. Nessuno più di noi comprende e condivide frustrazione e rabbia di chi rischia di perdere il proprio lavoro, ma dare sostanzialmente dei folli ai nostri colleghi non è cosa che possiamo accettare. Ancora tutto degli spiacevoli fatti di oggi deve essere chiarito, e già il ministro, che avrebbe ben potuto confrontarsi con Gabrielli nei termini e nei modi consoni ai rapporti istituzionali, manda invece così un messaggio orrendo alla gente: che forse gli operatori in divisa sono impazziti all’improvviso e hanno deciso di violare la legge nel cuore della capitale d’Italia aggredendo cittadini inermi per passatempo”.

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