A scuola dopo il terremoto: l'odissea quotidiana dei ragazzi emiliani

Tra moduli provvisori, cantieri e trasferimenti in altri plessi: così è iniziato l'anno nelle zone terremotate. Dalle aule di Molinella e Budrio gli studenti lamentano soprattutto i lunghi spostamenti cui sono costretti e la mancanza di laboratori necessari alle lezioni

BOLOGNA - Si è chiusa la prima settimana del nuovo anno scolastico nella provincia di Bologna. Un anno diverso dagli altri, che riparte dopo la paura del terremoto e i suoi tanti disagi che si è trascinato dietro: tra scuole inagibili, moduli provvisori, cantieri e trasferimenti in altri plessi. Tutti gli studenti sono tornati a scuola a Bologna, anche se sono molte le verifiche ancora in atto: sono stati aperti 75 cantieri nel mese di agosto, alcuni anche per interventi di miglioramento, visto che la classificazione sismica della città è stata portata in zona 3, ossia zona soggetta a scuotimenti modesti.

SCUOLE INAGIBILI - Difficoltà nei comuni non particolarmente colpiti, come Molinella. Una palestra delle medie è inagibile, ma in ripristino. Al momento ha invece cessato totalmente la sua funzione l'Istituto Professionale Fioravanti, un bell'edificio storico nella piazza centrale del paese: quattro classi, 68 studenti, si sono trasferiti in un'ala dell'Istituto Giordano Bruno di Budrio, a circa 17 km. "Qui a Budrio non vi sono particolari problemi, solo la palestra ha subito qualche danno, ma sarà sistemata in due, tre mesi. Il problema è la scuola di Molinella che è inagibile" riferisce a BolognaToday il dirigente scolastico Massimo Giorgini "I ragazzi sono ospitati qui, ma abbiamo bisogno di laboratori. Entro un mese, si spera, verranno montati 2 moduli provvisori nell'area verde intorno alla scuola e trasferiremo i macchinari. Non nego il disagio né per noi né per i ragazzi, ma stiamo meglio rispetto ad altri e ci accontentiamo". Così come non reclamano i genitori intervistati: "lavoro e quindi lo accompagno io in macchina, certo una scuola in centro era una bellezza, ma…". Oppure "Dovremo avere pazienza fino alla fine del 2013, così perlomeno ci hanno detto. Non abbiamo avuto danni alle case, quindi facciamo qualche sacrificio per i figli".



GLI STUDENTI: "QUI NON STIAMO BENE" - Non sono dello stesso avviso invece i ragazzi delle classi di meccanica: "Qui non stiamo bene, siamo stati aggiunti ad altre classi e cambiato alcuni professori. Non abbiamo i laboratori che secondo noi arrivano a dicembre. Poi sembra vicino, ma non lo è: chi ha la macchina si organizza in gruppo, ma costa, anche se si divide la benzina. Chi non ce l'ha o è minorenne deve prendere il treno e la corriera, o solo il treno fino a Budrio e arriva a casa tardissimo", ma forse sarebbe più esatto dire che al mattino devono svegliarsi molto prima.

IN PROVINCIA - Più complicata la situazione in provincia. A Crevalcore, tra i comuni del bolognese maggiormente colpiti, nessun problema per le materne, ma gli alunni di elementari e medie si destreggiano tra turni e trasferimenti in altre classi dei comuni vicini, in attesa della consegna dei moduli provvisori promessi per il 15 ottobre: "Si è vero, i ragazzi sono stati trasferiti nei paesi limitrofi, ma abbiamo ripreso regolarmente, seppur tra tanti problemi da affrontare, stiamo cercando di correggere il tiro", ci dicono da Crevalcore. E per i primi di ottobre dovrebbero essere pronti anche i moduli per gli studenti dell'IPSIA Malpighi, completamente inagibile, che per ora sono ancora in vacanza. (da BolognaToday)

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di rickyork
    rickyork

    quante storie, quando c'è stato il terremoto nel friuli con più di 1000 morti non se ne è parlato tanto, tutti si sono tirati su le maaniche e non hanno chiesto nulla a nessuno!

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