"Una fake news mi ha rovinato la vita, io non sono un pedofilo"

La storia di Alfredo Mascheroni, un 24enne di Parma accusato con un post "bufala". Il suo sfogo a Radio Cusano Campus: "Ho venduto la mia attività, mi sono lasciato con mia moglie e sono senza lavoro"

Alfredo Mascheroni e il post fake

La vita rovinata per colpa di una fake news. Nell'era del 2.0 e in un momento in cui si discute molto dell'effetto delle notizie false sui social, torna alla ribalta la storia di Alfredo Mascheroni, un uomo di Collecchio, in provincia di Parma, che nel maggio del 2017 è finito nella bufera a causa di un post circolato su Facebook, in cui veniva dipinto come un pedofilo. Mascheroni ha raccontato la sua storia ai microfoni di Radio Cusano Campus, durante   la trasmissione “Legge o Giustizia” condotta da Matteo Torrioli ed Edoardo Caianiello: “Una fake news mi ha rovinato la vita. Ho venduto la mia attività, mi sono lasciato con mia moglie e sono senza lavoro”. 

Come detto in precedenza, l'inferno per Alfredo è iniziato nel mese di maggio, quando sui social network ha iniziato a circolare, fino a diventare virale, un post che lo accusava di essere un pedofilo: “Una mattina esce una fake news su di me che dice che sarei un pedofilo – ha raccontato alla radio - Da lì è successo di tutto: scritte sul mio bar, la gente non veniva più, i genitori non mandavano più i figli nella mia attività ed io sono stato costretto a venderla. Pensate che in tutto questo mi sono anche separato con mia moglie”.

Nonostante si trattasse di una bufala, l'uomo è stato ricoperto di insulti, fuori e dentro la Rete. Neanche la denuncia alla polizia postale sembra aver dato gli esiti sperati, come confermato dal diretto interessato a Radio Cusano Campus: “Facebook non risponde alle leggi dell’Italia e non è tenuto a rispondere alle richieste. Bisognerebbe agire per rogatorie internazionali”. Allo sfortunato protagonista di questa vicenda è stato chiesto anche se avesse ricevuto manifestazioni di solidarietà: “Non ho avuto nessun aiuto concreto in questa situazione. Ho avuto manifestazioni di vicinanza da parte anche di politici, come ad esempio Laura Boldrini, ma è stato solo un sostegno verbale. E’ facile per i politici, ma quando capita a chi non conta, non succede niente”.

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Una bufala costruita ad arte

La polizia postale sta indagando sulla vicenda, ma non è ancora stato scoperto chi sia stato a mettere in circolazione l'immagine di Alfredo, che in pochissimi giorni aveva totalizzato oltre 20mila condivisioni, divenendo a tutti gli effetti un contenuto virale. Questa la scritta che circolava insieme alla sua foto: “Ciao, per favore segnali questo profilo? E' un bastardo che manda foto nude a tutti e pedofilo, grazie dimmi se lo fai”.

In questi mesi molti quotidiani si sono occupati di questa vicenda e anche la trasmissione televisiva Le Iene ha dedicato un servizio di Dino Giarrusso alla storia di Alfredo, dando visibilità al suo caso e facendo capire che il 24enne di origini lombarde è soltanto la vittima di una fake news progettata ad arte. Uno scherzo stupido, che però ha distrutto la vita di una persona.

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