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Spariti gli anelli di Teresa Costanza: nuovo capitolo nel giallo di Pordenone

La giovane assicuratrice li portava sempre sulla mano destra, infilati uno sopra l’altro e come hanno confermato gli inquirenti non sono stati ritrovati

Sono passati 9 mesi dall'omicidio dei due fidanzati

Si continua a indagare sul delitto di Pordenone: è ancora tutto da chiarire il duplice omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone, uccisi la sera del 17 marzo a Pordenone. 

C'è un nuovo grande mistero: che fine hanno fatto i tre anelli di Teresa Costanza? Sembrano essere svaniti nel nulla. La giovane assicuratrice li portava sempre sulla mano destra, infilati uno sopra l’altro e come hanno confermato gli inquirenti non sono stati ritrovati fra i reperti della scena del crimine né fra gli effetti personali consegnati ai familiari di Teresa e Trifone dopo il dissequestro dell’appartamento in via Chioggia. 

Possibile che il killer prima della fuga si sia introdotto nell'abitacolo della Suzuki per sfilarli dalla mano destra di Teresa? Gli inquirenti ne dubitano fortemente, perchè dopo aver sparato sei colpi in pochi secondi l'omicida si è probabilmente allontanato subito. "Gli anelli erano in oro – dice Francesco Ragone, papà di Trifone – Teresa non se ne separava mai". Forse il killer sono un "trofeo" che l'assassino ha voluto portare via?

Ieri a Chi l'ha visto? è stato confermato che è stata decisiva per le indagini la scoperta del profilo Facebook segreto usato da Giosuè Ruotolo e Rosaria Patrone. Il falso profilo sarebbe stato usato dal militare campano per contattare sotto falso nome Teresa, al fine di instillare in lei il dubbio che il suo Trifone la tradisse: “Sono l’amante di Trifone e tu, Teresa, sei una cornuta”. Questo sarebbe solo uno dei tanti “messaggi irripetibili” che Ruotolo avrebbe inviato alla ragazza, ha spiegato Federica Sciarelli.

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