Papa Francesco continua la rivoluzione: "Annullamento matrimonio rapido e gratis"

Presentata dal pontefice la riforma per sveltire i tempi e abbassare i costi. La procedura è la stessa da tre secoli ma l'ipotesi del grande cambio era già stata proposta dal suo predecessore, Benedetto XVI

Papa Francesco si è già mostrato un pontefice rivoluzionario in molte occasioni. Ma questa volta la sua proposta potrebbe cambiare una procedura ecclesiastica immutata da tre secoli. Si tratta dell'annullamento del matrimonio, una riforma che era già stata proposta dal suo precedessore Benedetto XVI ma che con Bergoglio ha preso una consistenza davvero rivoluzionaria. 

Secondo la proposta del Papa tali procedure devono essere più rapide e meno costose, in poche parole più accessibili: attribuendo al vescovo diocesano la responsabilità di essere lui stesso il giudice competente a pronunciare la sentenza, tutto diventa più facile in particolare quando le ragioni della nullità sono evidenti o riguardano la mancanza di fede che può aver viziato il consenso dei coniugi. L'altra novità è proprio questa: "Tra le circostanze che possono consentire la trattazione della causa di nullità del matrimonio", la "mancanza di fede che può generare la simulazione del consenso o l'errore che determina la volontà". 

Forse è questa la più grande novità del "Mitis Iudex Dominus Iesus" (Signore Gesù giudice clemente" documento che riforma il processo canonico). La "mancanza di fede" - che si aggiunge al novero già assodato di cause, come l'aborto procurato per impedire la procreazione o la violenza fisica per estorcere il consenso - era stata avocato, inizialmente, da Benedetto XVI nel corso del suo pontificato. 

Con la riforma varata dal Pontefice, anche quando il vescovo stabilisce che si faccia un processo ordinario, esso dovrà celebrarsi entro un anno al massimo, e la sentenza sarà esecutiva se non ci sarà appello o le motivazioni dell'appello saranno manifestamente infondate. Non ci sarà più bisogno dunque di due sentenze conformi, esigenza che allungava notevolmente i tempi. Contro le sue decisioni ci si potrà appellare all'arcivescovo metropolita più vicino o alla Rota Romana.

La riforma delle nullità matrimoniali rappresenta una prima risposta alle attese dei divorziati risposati che chiedono di poter tornare a ricevere l'eucaristia, molti dei quali si trovano proprio nelle condizioni elencate dal Papa nel suo motu proprio: la riforma tiene conto infatti anche del motivo principale per cui è richiesta la nullità matrimoniale, cioè il desiderio di perfezionare una nuova unione stabile e felice tornando a vivere i sacramenti. Le linee della riforma, che si può definire storica, sono quelle indicate da Benedetto XVI all'inizio del suo pontificato.

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