Combattere l'anoressia con una legge: "Cure gratuite e obbligatorie"

L'iniziativa è della deputata del Pd Moretto: cure obbligatorie nei casi più gravi e una task-force di specialisti negli ospedali pubblici a costo zero. L'obiettivo è quello di salvare più vite possibili da un male radicato nella nostra società

Un trattamento sanitario obbligatorio per i casi di disturbo più gravi, cure obbligatorie e gratuite per fermare la malattia gestite da équipe mediche specializzate negli ospedali pubblici. E' questo il senso della proposta di legge della deputata del Pd Sara Moretto per combattere e cercare di estirpare un male che affligge tanti ragazzi e ragazze nella nostra società: l'anoressia

La proposta di legge ha come obiettivo primo quello di salvare le vite di chi quotidianamente combatte con questo male: le persone con questa patologia hanno una mortalità tra le 5 e le 10 volte maggiore dei loro coetanei e spesso il problema viene individuato troppo tardi. I disturbi alimentari però sono molto diffusi e la loro diagnosi precoce non è sempre possibile, visto che gli stessi pazienti "nascondono" a lungo i loro problemi legati al cibo e spesso quando si interviene il male è oramai cronico. Ecco perché la proposta di legge ha tra i suoi primi punti quello delle cure obbligatorie. Spiega la deputata Moretto: 
 

Il trattamento sanitario obbligatorio per i pazienti affetti da disturbi alimentari e in pericolo di vita è un tema delicato e indispensabile da affrontare. Il Tso si applica ai problemi psichiatrici. La bulimia e l'anoressia nervosa sono disturbi psichiatrici, ma non c'è una norma che obbliga i pazienti maggiorenni ad accettare la nutrizione obbligatoria, se la rifiutano. C'è un buco normativo. A volte i medici intervengono in autonomia, ma altre volte molte ragazze non accettano le cure e si lasciano morire lentamente. In altri casi decidono di suicidarsi

Molti pazienti affetti dal male hanno difficoltà ad accettare la cura e questo porta alla cronicizzazione del disturbo alimentare, che poi porta alla morte: quasi il 10% dei pazienti muore e almeno la metà di queste morti sono conseguenza di una malnutrizione prolungata, l'altra metà invece si toglie la vita. Per questo è nata la proposta di legge: 
 

Molte persone affette da disturbi del comportamento alimentare rifiutano, stabilmente o periodicamente, i trattamenti sanitari. In modo particolare c'è spesso un rifiuto dei trattamenti nutrizionali anche quando hanno caratteristiche di cure salva vita o, comunque, in condizioni di grave malnutrizione. Abbiamo preso come spunto l'esperienza dell'ULSS 10 Veneto Orientale, dove è attivo un Centro che ha raggiunto risultati riconosciuti in tutto il territorio nazionale

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Sono circa 3 milioni le persone colpite da disturbi alimentari nel nostro paese e più del 70% di questi sono adolescenti, ma a volte la malattia colpisce i bambini e bambine tra i 10 e i 12 anni. Anche se da sempre si pensa che i disturbi alimentari colpiscano soprattutto le donne, il fenomeno è in crescita anche tra i soggetti maschili. Per questo c'è l'urgenza di fornire alle famiglie uno strumento per evitare di arrivare al peggio: "Il tso deve essere gestito da una équipe multi professionale con psichiatri, esperti in nutrizione clinica e pediatri. Chiediamo alle Regioni di individuare le strutture pubbliche dove fare questi trattamenti, fra i posti letto già esistenti. E' indispensabile e urgente dare alle famiglie delle persone affette da anoressia e bulimia uno strumento efficace per combattere queste gravi patologie che possono portare alla morte".

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