L'appello del padre di Nico, morto all'uscita dalla discoteca: "Fermiamo la strage dell'alcol"

Antonio Marra racconta quello che ha visto all'esterno del locale dove era andato a cercare il figlio. "Sembrava un campo di battaglia, decine e decine di ragazzi che girovagavano semicoscienti. Fermiamo questa mattanza impunita"

Nicola Marra

Antonio Marra è il padre di Nicola Marra, 24enne di Chiaia trovato senza vita in un burrone a Positano la notte di Pasqua. "Nico è solo stato estratto a sorte quella maledetta domenica, come ce ne sono stati tanti altri e ce ne saranno ancora".

Nicola si era allontanato dai suoi amici al termine di una serata in discoteca, ora i suoi genitori lanciano un appello e come riporta Napoli Today il padre del ragazzo ha scritto una lettera perché si faccia qualcosa contro la "mattanza impunita" rappresentata dalla "strage dell'alcol in discoteca".

"Sembrava un campo di battaglia"

Antonio Marra racconta quello che ha visto all'esterno del locale dove era andato a cercare il figlio. "Sembrava un campo di battaglia – racconta - decine e decine di ragazzi che girovagavano semicoscienti, vestiti a malapena con camicie sudate e abiti leggeri, nel freddo della tarda notte. Chiazze di vomito dappertutto".

Abbracciate i vostri figli

"Maledetto e spaventoso alcol! Ma perché tutto questo? Nico ha voluto inconsapevolmente, casualmente ma purtroppo tragicamente, manifestare che si è arrivati a un punto di non ritorno. E adesso sto a piangerlo con un dolore che mi fa morire giorno dopo giorno, ma che mi fa rabbia e costringe ad urlare che non può e non deve succedere. Abbracciate i vostri figli, coccolateli, fate loro leggere queste parole, la vita è preziosissima, non può essere ceduta in cambio di uno sballo. Il ritorno a casa dopo il divertimento deve essere qualcosa di normale e scontato. Non si può pregare e sperare ogni volta nel miracolo ordinario di rivedere il proprio figlio riposare, al sicuro, nel proprio letto. A me non è più consentito."

Cosa è davvero successo quella sera a Nicola Marra

Secondo i primi risultati dell'autopsia, Nico sarebbe morto sul colpo, sbattendo la testa dopo una caduta lungo il sentiero sul quale si stava inerpicando, e sarebbe poi scivolato per 70 metri fino in fondo alla vallata, dov'è stato recuperato la mattina dopo.

Ci sono però degli aspetti piuttosto controversi della vicenda. Non è chiaro perché il ragazzo, caratterialmente non solito a questi colpi di testa, si sia avventurato da solo ed al buio lungo una stradina poco sicura. Non è chiaro perché continuava a mordicchiarsi la camicia, particolarmente nervoso (è stato inquadrato da alcune telecamere di sicurezza), o perché nessuno fra le persone lì con lui lo abbia seguito.

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