Appendino finisce sotto scorta dopo gli osceni manifesti degli anarchici

Torino è stata tappezzata da scritte che vorrebbero "Appendino Appesa": tutto è nato dopo i disordini sorti in seguito ad una inchiesta che ha smantellato una cellula di anarcoinsurrezionalisti

Chiara Appendino esce dal Palazzo di Giustizia Foto di archivio Ansa

Servizio di scorta per il sindaco di Torino Chiara Appendino: lo ha deciso la prefettura del capoluogo piemontese al culmime delle tensioni scoppiate nella città sabauda tra le autorità e gli anarcoinsurrezionalisti.

"Sabato mattina nel corso della riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza abbiamo valutato l'innalzamento del clima di tensione con alcuni riferimenti specifici proprio alla sindaca e quindi si è deciso di adottare una misura un po' stringente".

Torino è stata tappezzata da scritte che vorrebbero "Appendino Appesa": tutto è nato dopo i disordini dei giorni scorsi sorti in seguito allo sgombero dell'ex Asilo Principe di Napoli, noto come l'Asilo Okkupato, dimora degli anarchici dal lontano 1995.

Dopo la guerriglia che ha coinvolto anche i passeggeri di un autobus, è stata la Sindaca a finire nel mirino degli anarcoinsurrezionalisti: la sua "colpa" aver condannato le violenze .

Va ricordato che lo sgombero del centro sociale è stato deciso dopo la sentenza di un gip nel corso di un indagine per associazione sovversiva.

Non centro sociale ma covo di una cellula di sovversivi

Nell'ambito dell'inchiesta sono stati arrestate sei persone accusate aver animato e organizzato una cellula anarchico insurrezionalista sulla quale graverebbero ben 21 attentati con finalità eversive. Il loro scopo sarebbe stato quello di influire sulle politiche nazionali in materia di immigrazione mediante la ripetuta distruzine degli attuali CPR - le stesse strutture che fino all'anno scorso erano chiamate CIE, a Torino è in corso Brunelleschi - e con atti di violenza e intimidazione ai danni delle imprese che sono impegnate nella gestione di queste strutture. 

sgombero asilo okkupato torino-2

"La pericolosità di questa cellula è altissima, anche nei casi in cui non si intravede una strategia d'attacco specifica" - ha commentato il questore di Torino, Francesco Messina, che poi ha spiegato che gli arrestati sono "anarco-insurrezionalisti sociali: ovvero che partono dalla protesta sociale per perfezionare l'azione rivoluzionaria di attacco allo Stato. Queste persone sono state viste spesso alle manifestazioni No Tav, per fare un esempio. la campagna anti Cpr è in piena attuazione, così come quella contro la polizia, le carceri, la magistratura, il governo". 

A spiegare come i sei organizzavano le rivolte all'interno del CPR è Carlo Ambra, dirigente della Digos torinese: "Per stabilire contatti all'interno del Cpr, lanciavano delle palline da tennis con all'interno un volantino multilingue e un numero di cellulare con cui concordavano azioni simultanee all'interno e all'esterno della struttura. Poi, all'interno di pacchi di biscotti e altri beni, inserivano fiammiferi e il necessario per scatenare una rivolta e appiccare incendi". La cellula torinese aveva legami in molte altre città d'Italia. Due ordigni sono esplosi, uno a Bari dove un uomo è stato coinvolto e uno a Genova contro un bancomat. 

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