Migranti, il lungo e difficile viaggio di Aquarius verso la Spagna non è ancora iniziato

Alcune delle più di 600 persone a bordo saranno trasferite nelle prossime ore su due altre navi, per ragioni di sicurezza: poi inizierà il viaggio verso Valencia

Ansa

Alcune delle 629  persone a bordo della nave Aquarius saranno trasferite nelle prossime ore su due altre navi, per ragioni di sicurezza: poi inizierà il viaggio verso Valencia, in Spagna. E' quel che scrive di prima mattina su Twitter la giornalista Anelise Borges, che è a bordo. "Allo stato attuale Aquarius non può andare in Spagna", sostengono i membri della Ong. "Non è sicuro per la nave, per l'equipaggio e per le persone soccorse", aggiungendo che il tempo sta peggiorando e dunque "sarebbe un rischio per tutti a bordo". La nave è sovraffollata, ben oltre le sue capacità. 

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Per percorrere i 1.300 km che separano la nave dalle coste spagnole servono circa 3-4 giorni: giorni in cui si dovranno nutrire le circa 700 persone a bordo, 7 delle quali sono donne incinte. Impossibile pensare che Aquarius possa farcela da sola. Molte delle persone a bordo sono provate da lunghi mesi di torture e violenza in Libia, alcune dal naufragio delle imbarcazioni da cui sono state salvate, altre presentano ferite e ustioni da mix di carburante e acqua salata. Medici senza Frontiere lancia l'allarme e chiede che venga presa in considerazione l'ipotesi di far sbarcare i naufraghi, ormai esausti, nel più vicino porto sicuro, da cui potranno poi essere trasferiti in Spagna o in altri paesi europei. 

Toninelli: "In Spagna su navi italiane"

"Esatto, posso confermare" che parte dei migranti imbarcati sulla nave Aquarius verranno trasferiti su navi italiane per fare rotta, assieme alla Aquarius, verso il porto di Valencia. Lo ha affermato il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli durante la trasmissione Circo Massimo su Radio Capital. "E' stato l'esito della decisione presa stanotte".

Dopo le operazioni di assistenza e rifornimento di ieri "oggi manderemo altre navi per prendere a bordo parte dei 629 e accompagnarli verso Valencia. Non si potevano far navigare sulla Aquarius in sicurezza con queste condizioni di mare".

Onu: "Salvataggio in mare non va messo in discussione"

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi elogia la Spagna per aver autorizzato lo sbarco dell'Aquarius. "La decisione del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez di autorizzare eccezionalmente una nave di soccorso, l'Aquarius, ad attraccare nel suo paese è coraggiosa e  benvenuta".

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"Sembra terminare quella che stava diventando una situazione sempre più difficile e insostenibile per l'equipaggio dell'Aquarius e per le oltre 600 persone soccorse a bordo -commenta  Grandi-. Indipendentemente da come i paesi europei scelgono di gestire le loro frontiere marittime, il principio del salvataggio in mare non dovrebbe mai essere messo in discussione".

"Sarei lieto di avere l'opportunità di discutere con i governi coinvolti gli accordi per le operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo per evitare che si ripeta la situazione in cui si è trovata l'Aquarius -assicura l'Alto commissario-. Il mio ufficio è pronto, come sempre, a lavorare con i Paesi dell'Europa e del Mediterraneo per garantire che salvare vite e mantenere lo spazio di asilo rimangano la nostra priorità condivisa".

Le richieste di Salvini all'Unione europea

"Non è possibile che solo la Guardia costiera italiana, la Marina militare italiana, solo con una risibile partecipazione della missione cosiddetta europea, si facciano carico del pattugliamento e del salvataggio nel Mediterraneo. Il punto fermo sulle Ong, che rivolgeremo anche ad altre navi straniere in attesa del loro carico di esseri umani, è che avremo lo stesso atteggiamento",  assunto con la Aquarius, assicura il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

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"Poi la nostra Marina e la nostra Guardia costiera -ha assicurato- continueranno a salvare vite come sempre, però gli altri Paesi europei danno una mano. E attenzione: non chiediamo soldi, ci interessa un aiuto concreto sulle migliaia di ricollocamenti che sono solo sulla carta e non effettivi. Stiamo lavorando su questo e penso che nelle prossime ore ci saranno notizie".

937 migranti in arrivo a Catania

I 937 a bordo della nave Diciotti della Marina militare italiana, salvati in diverse operazioni nel Mediterraneo negli scorsi giorni, arriveranno oggi al porto di Catania. Porti italiani chiusi quindi solo alle navi umanitarie. È questa la decisione presa ieri sera dal Viminale che ha assegnato alla Diciotti l'approdo a Catania. 

Pd: "Figuraccia italiana davanti al mondo"

"Ci chiediamo se Matteo Salvini farà affidamento ogni giorno sulla generosità di un Paese diverso o se si farà coraggio e verrà a Bruxelles, dove si decide in tema di migrazioni. In quattro anni non lo abbiamo visto al Parlamento europeo e, quando presente, sulla modifica del trattato di Dublino si è astenuto: per lui è ora di smetterla di fare sceneggiate e prendere il problema sul serio da ministro dell'Interno. Qui a Strasburgo lo stiamo aspettando". Lo afferma l'eurodeputata del Pd Isabella De Monte, commentando il caso della nave Aquarius.

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"L'Italia non ha raggiunto alcun risultato, se non fare una figuraccia davanti al mondo e rimandare il problema a domani e dopodomani. Salvini venga piuttosto in Europa a dire come intende affrontare la situazione. Non è con i colpi di scena da bullo che si coinvolgono gli altri Paesi europei ad assumersi  maggiori responsabilità nella gestione dei migranti in arrivo dalle  coste africane".

"Complimenti anche al M5S - conclude la De Monte - che ora, per voce del ministro Toninelli, parla di un'Europa da cambiare, ma che lo scorso novembre con i suoi deputati al Parlamento europeo aveva votato contro la modifica del regolamento di Dublino, quindi contro gli interessi dell'Italia".

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