Italiani a mano armata: licenze "facili", dati opachi e norme da rivedere (in fretta)

Quante armi circolano nel nostro Paese? Quali sono i controlli sui possessori di licenze? E si può parlare anche in Italia di "lobby delle armi"? Intervista di Today.it a Giorgio Beretta

Una fiera delle armi sportive e da caccia in Italia ANSA

La legislazione italiana sul possesso di armi è sostanzialmente permissiva rispetto a quella di altri paesi europei?

Non è possibile passare in rassegna tutti i paesi europei, ma in linea generale va evidenziata una chiara incoerenza nella normativa italiana. Nonostante, come ha recentemente ribadito il Consiglio di Stato, nel nostro ordinamento l’autorizzazione alla detenzione di armi sia da considerarsi eccezionale, la normativa che la regolamenta è invece sostanzialmente permissiva. Oggi, infatti, a qualunque cittadino maggiorenne e incensurato, esente da malattie nervose e psichiche, non alcolista o tossicomane che dimostri di saper maneggiare le armi viene rilasciata, su richiesta alle questure, la licenza per detenere armi, cioè il nulla osta, la licenza per uso venatorio o per uso sportivo. Queste licenze hanno una validità di sei anni e – come ho già detto – permettono di detenere un ampio numero di armi comuni e sportive e finanche un numero illimitato di fucili da caccia e relative munizioni. In tempi di rancore dilagante, di manifestazioni xenofobe e razziste e di pulsioni nazifasciste, per non parlare dei costanti fenomeni di violenza in ambito familiare e della crescente tendenza a farsi giustizia da soli, ritengo che le norme sulla detenzione di armi dovrebbero essere ampiamente riviste e rese più rigorose e restrittive e soprattutto che debbano essere introdotti controlli costanti sui legali detentori di armi. Al riguardo, diverse indicazioni si possono trovare in una nota rilasciata dall’Osservatorio OPAL già l’anno scorso.

Esiste in Italia, in scala minore, una lobby delle armi paragonabile alla famosa National Rifle Association (Nra) degli Stati Uniti?

Sì, in scala minore, ma già c’è. E’ una lobby nata qualche anno fa, su impulso di alcuni gruppi di sedicenti “appassionati di armi”, per contrastare l’introduzione a livello europeo di norme comuni più rigorose sull’accesso e la detenzione di armi. Questa lobby, usando gli stessi metodi di propaganda, anche di tipo denigratorio, impiegati dalla NRA è cresciuta presentandosi come paladina della difesa dei “diritti” dei legali detentori di armi. La loro reale intenzione è quella di introdurre nell’ordinamento nazionale, ma anche europeo, un fantomatico “diritto alle armi”: il possesso di armi viene infatti presentato da questi gruppi come “diritto” e costituirebbe una panacea ai problemi della sicurezza a seguito dell’immigrazione incontrollata e di altri fenomeni di piccola criminalità. E’ evidente la relazione tra queste istanze e quelle promosse in Italia da fazioni e gruppi, anche politici, che cavalcano l’ondata xenofoba e razzista. Non a caso i principali interlocutori politici di questa lobby sono alcuni partiti della destra a cominciare dalla Lega, il cui segretario, Matteo Salvini, ha sottoscritto un impegno con un Comitato nazionale, sostenuto dai maggiori produttori di armi italiani, appunto per “difendere i diritti” dei detentori di armi e rivedere le norme sulla legittima difesa.

La produzione di armi rappresenta una parte rilevante della nostra industria e diverse aziende del settore sono riconosciute a livello internazionale come delle eccellenze del “made in Italy”? Cosa ne pensa?

E’ vero che la produzione di armi, in particolare quella di tipo sportivo, venatorio e da difesa personale, è una realtà consolidata soprattutto in alcuni distretti manifatturieri come la Val Trompia nel bresciano. Ma è altrettanto vero che – a detta delle stesse aziende – la gran parte delle armi prodotte è destinata all’estero soprattutto negli Stati Uniti, ma anche in alcuni paesi europei. Ma non va dimenticato che quasi un quarto dell’esportazione di armi di tipo comune e ancor più quelle di tipo militare è destinata alle forze armate di regimi repressivi, agli apparati di sicurezza di autocrati e di governi illiberali, a compagnie di sicurezza private che operano, non si sa con quali metodi, in zone di forte conflittualità e di guerra. Due esempi: le oltre 11mila armi che nel 2009 furono inviate a Gheddafi sono state tutte saccheggiate dagli insorti in Libia e nessuno sa dove siano finite e quali fazioni, comprese quelle terroristiche, ne stiano facendo uso. E cosa dire delle oltre 30mila pistole inviate agli apparati di sicurezza di Al Sisi in Egitto? L’esportazione di armi, comuni e militari, a regimi autocratici e a paesi in conflitto non risponde affatto ad esigenze di sicurezza comune, ma a logiche di mercato e finisce per sostenere vere e proprie dittature e per alimentare tensioni le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Non so proprio chi possa sentirsi orgoglioso di questa “eccellenza”.

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Commenti (27)

  • che la detenzione di arma in italia sia cosa abbastanza facile e non abbastanza severa è un dato di fatto. da possessore di regolare porto d'armi sia x caccia che x detenzione a casa vi posso assicurare che basta riempire un questionario a crocette dove ti si chiede se fai uso di farmaci o no. il medico di famiglia che deve vidimarlo può anche non sapere nulla del tuo stato psicologico. la visita medico legale è pro forma. unica vera barriera è la fedina penale, che purtroppo non basta nei casi di psicopatie sommerse purtroppo in forte aumento. basta girare in strada. io guido da 38 anni ma non ho mai visto l'aggressività, guida pericolosa, non rispetto delle regole del giorno d'oggi. in italia era folklore e uso comune anni fa mandarsi a quel paese dall'auto. nell'ultimo anno, solo x aver suonato a gente che guidava in modo sciagurato sono stato rincorso ben 2 volte. e solo x un miracolo non è finita in tragedia soilo xchè ritengo di essere persona sensata. io credo che il problema sia nel degrado morale, nella carica aggressiva, e nella sofferenza e astio crescente in modo esponenziale della gente. non so a cosa sia dovuto ma è così. forse si dovrebbe resettare tutto e ricominciare dalle scuole elementari, dalla famiglia e dalla tv che andrebbe censurata almeno per il 90% insieme ai "social" (e ai modelli che mostrano ed esaltano)...

  • Chi avete intervistato ? giorgio beretta ? E chi è costui ? Non è NESSUNO. È solo un bugiardo prezzolato per diffondere calunnie sul mondo delle armi allo scopo di disarmare i Cittadini onesti e non i criminali. Pertanto egli rappresenta il MALE. Il MALE che vuole un Popolo disarmato per poterlo controllare con meno problemi. Ho pietà di voi imbrattacarte, che siete le prime vittime del Potere che vi tiene al guinzaglio. VERGOGNA !

    • Tizio ? Come sarebbe a dire ? Per poter commentare ho dovuto cedere i miei dati personali, compresi nome e cognome. Io sono Maurizio Podio !

  • „a qualunque cittadino maggiorenne e incensurato, esente da malattie nervose e psichiche, non alcolista o tossicomane che dimostri di saper maneggiare le armi“. E allora? E' quello che succede in tutti i paesi civili. I possessori legali di armi e in generale i titolari delle relative licenze (detenzione, porto sportivo, porto da difesa) sono cittadini selezionati e certi@#?*%$ti.

  • quest'uomo, Giorgio Beretta, è un mentecatto. Accecato da una ossessione ideologica. Le sue affermazioni sono false e diffamatorie. Passibile di denuncia penale. Ancora più grave (che di mentecatti in fondo il mondo è pieni) è però il fatto che organi di stampa gli forniscano il pulpito per vomitare le sue menzogne. E senza possibilità di controreplica.

  • licenze facili non credo proprio, per ottenerla devi essere giustamente immacolato a livello penale e il rilascio è comunque a discrezione dal commissario che può anche ritenete di non rilasciarlo, poi i casi di uso improprio di armi detenute legalmente pensando al numero dei detentori lo definirei nullo, i veri controlli andrebbero fatti a tutti i possessori di patente di guida che giornalmente uccidono spesso impuniti e che controlli fanno? 1 ogni 10 anni ! le auto fanno più morti e feriti delle armi eppure va tutto bene

    • infatti

    • Vero!

  • Ma chi ha scritto l'articolo conosce le normative e le procedure in essere che ci sono in Italia per detenere legalmente un'arma. Rispondo io: no.

  • L’Italia ha già una delle normative sulle armi più severa del pianeta. Se per assurdo lo Stato dovesse sequestrare tutte le armi legali individuali, probabilmente ció non farebbe diminuire i casi di omicidio. Se un soggetto arriva alla tragica conclusione di uccidere una persona, lo farà con qualsiasi mezzo a disposizione, dalla clava di Esaù al coltello e l’eventuale mancanza di un’arma da fuoco, non gli impedirà di compiere un simile insano gesto.

    • Leva pure il "probabilmente". Le armi detenute legalmente non hanno alcuna relazione col tasso di criminaliltà. Anzi con più cittadini armati legalmente, è presumibile che la delinquenza cali ulteriormente. Le sparatorie di massa avvengono nelle "gun free zones", dove anche ai cittadini onesti titolari di porto d'armi è proibito andare armati. Non avvengono in stati come il Texas, uno dei più sicuri degli USA. Tutto questo mantra delle "armi facili" è un cumulo di ballemì, funzionale a chi vuole disarmare la popolazione. Società armata = società virtuosa

  • ...certo,censiamo bene bene tutte le armi ed i possessori,poi diamo magari anche gli elenchi ai ladri....ognuno di noi dovrebbe poter detenere armi e/o sistemi utili a difendersi,comprese tutte le cose vietate dalla legge come recinzioni elettri@#?*%$te etc.:per le violenze domestiche non sono certo le armi il nocciolo del problema,assurdo quindi limitare il diritto all'autodifesa-ed alla difesa dei propri cari e della proprietà...

    • Avatar anonimo di Andrea
      Andrea

      Beh, così il bastardo di turno può sparare alla moglie/compagna/o invece di accoltellarla; molto più pratico.

      • Con un'arma legalmente detenuta? Quindi registrata? il modo sicuro per farsi arrestare. I titolari di licenze di detenzione o di porto d'armi sono cittadini controllati e certi@#?*%$ti, penalmente e dal punto di vista della salute mentale e fisica. Sono pertanto la crema della società. Se minaccia, aggredisce, stalkerizza la compagna/ex, gli viene ritirata la licenza e sequestrate le armi. Informatevi prima di parlare

      • ....cambia poco,fa molta più differenza far secco il ladro o lasciarci la pelle...

        • Nel tuo caso, invece? Per quanto avevi scritto a riguardo la violenza subita da una donna a Vische?

  • fra tutti i problemi che ha l'Italia quello delle armi è l'ultimo. Ci dicono che i reati calano, che ci sono sempre meno omicidi, sempre meno rapine... io questa escalation di violenza dovuta a giustizieri della notte non la vedo...

  • Soliti commenti di d....nti esaltati.. negli Stati Uniti il livello di omicidi da arma da fuoco ha livelli molto elevati rispetto altri paesi avanzati. Più armi = meno sicurezza

    • Gli omicidi da arma da fuoco avvengono nella quasi totatilità con armi acquisite illegalmente e in ambito delinquenziale (bande di criminali, terroristi, etc.) Nessuno compirebbe un atto criminoso con un'arma legalmente detenuta, quindi registrata. Leggiti le statistiche

      • Ripeto, negli Usa il tasso di uccisioni o feriti da arma da fuoco é molto superiore rispetto ad altri paesi occidentali, facendo più vittime del terrorismo; leggile meglio te le statistiche e riporta a quale fonti ti riferisci

        • Non é travisabile quanto scritto

    • infatti si desidera avere un'arma perché i cittadini si sentono meno sicuri

  • Bell articolo Addirittura tutte le escalation criminose sarebbero delle bufale!!!!! Complimenti, e chissà quanto di losco c'è anche in queste dichiarazioni.

  • Considerati i tempi non vedo perché si debba aver timore dei cittadini che acquistano un'arma per potersi difendere

    • Avatar anonimo di Andrea
      Andrea

      Mettiti gli occhiali.

      • mettiteli te ma di quelli a fondo di bicchiere

  • Ci dobbiamo armare tutti

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