Omicidio di Mestre: arrestata l'assassina dell'anziana strangolata

Gli inquirenti hanno messo le manette e portato in questura Susanna Lazzarini, 52enne di Mestre. Ascoltata dagli investigatori la donna ha confessato di aver ucciso l'anziana Francesca Vianello

MESTRE - E' stato arrestato il presunto colpevole dell'omicidio di Francesca Vianello a Mestre

Un delitto che aveva destato allarme in tutta la città. Ora, a distanza di pochi giorni dall'omicidio, la possibile svolta: la presunta colpevole è stata fermata dagli investigatori della squadra mobile, che sono convinti di essere riusciti a chiudere il cerchio attorno a chi, nella mattinata di martedì, ha aggredito alle spalle Francesca Vianello, 81 anni, all'interno dell'appartamento in cui l'anziana donna viveva sola da più di vent'anni. Gli inquirenti hanno messo le manette e portato in questura Susanna Lazzarini, 52enne di Mestre. Ascoltata dagli investigatori la donna ha confessato la barbarie.

Da subito dagli ambienti della questura di Venezia traspariva un certo ottimismo, segno che il colpevole dopo aver strozzato la vittima con un cordino in tessuto, trovato sul pavimento all'altezza della gola della vittima, aveva lasciato dietro di sé alcune tracce. Indizi che hanno fin da subito incanalato le indagini in una direzione ben precisa, fino ad arrivare alla svolta delle ultime ore.

Il questore Sanna a meno di 24 ore dal delitto aveva sottolineato come non si sarebbe trattato di un omicidio a scopo di rapina. Tanto più che l'assassino si era fatto aprire la porta d''ingresso dell'appartamento dalla vittima, segno che non era uno sconosciuto. La morte di Francesca Vianello martedì mattina, prima di un appuntamento in centro a Mestre con un'amica per andare a ritirare alcuni capi d'abbigliamento in tintoria. Verso le 9, però, avrebbe dovuto ricevere la visita in casa di un'altra persona, una donna, per la restituzione di circa un centinaio di euro. E proprio su questo elemento si sarebbero concentrate le indagini dei poliziotti.

Almeno due le testimonianze di residenti che verso le 8 della mattina hanno parlato di un urlo d'aiuto e del rumore simile a un lamento soffocato. La dirimpettaia, che si trovava in cucina, aveva parlato anche di una voce maschile che avrebbe proferito parole incomprensibili caratterizzate da un tono "tranquillizzante". Dopodiché il silenzio. Un silenzio che è durato pochi giorni, fino alla svolta del 1 gennaio. La notizia su VeneziaToday

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