Fabio Perrone, arrestato l'ergastolano in fuga: era ricercato da due mesi

È stato arrestato all'alba Fabio Perrone, soprannonimato "Triglietta", l'ergastolano di 42 anni evaso il 6 novembre scorso approfittando di un esame medico. Era nascosto in un'abitazione di Trepuzzi: "In questi mesi ci sono stati tentativi di depistaggio"

Nella foto Fabio Perrone, in fuga da 2 mesi

LECCE - È stato arrestato all'alba di oggi Fabio Perrone, l'ergastolano di 42 anni evaso il 6 novembre scorso approfittando di un esame medico a cui doveva sottoporsi in un reparto dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce. Era nascosto in un'abitazione di Trepuzzi, paese in provincia di Lecce, di cui è originario. "È stato un lavoro di squadra, un lavoro nostro, della squadra mobile, della polizia penitenziaria abbiamo lavorato senza risparmiarci. Devo dire grazie a tutti: questo è stato il risultato raggiunto senza invidie e gelosie, coordinati dalla magistratura in modo eccellente. Un ottimo lavoro di squadra", è il commento a caldo che Sabrina Manzone ha rilasciato in diretta TV su un'emittente locale.

L'uomo - soprannominato "triglietta" - era riuscito a fuggire non prima di aver seminato il panico. Perché Perrone, che era in un reparto della struttura ospedaliera di Lecce per sottoporsi a un esame clinico, riuscì a impossessarsi della pistola di uno degli agenti della Penitenziaria che lo scortavano, a ferire tre persone, a sparare all'impazzata in corsia per farsi strada, a minacciare nel parcheggio una donna a cui rubò la macchina per poi far perdere le sue tracce. "Siamo contenti di averlo arrestato: Perrone è un soggetto pericoloso, aveva un kalashnikov, una pistola e ha provato a reagire scappando sul terrazzo", ha proseguito la dirigente e ha aggiunto: "In questi due mesi di indagini ci sono stati tentativi di depistaggio da parte di chi lo copriva. Ci è stato riferito che era in Albania e in Montenegro ma non si è mai mosso dal suo paese natale: Trepuzzi. Era coperto da un incensurato - che abbiamo arrestato - perché quello che avevamo capito è che c'era una fitta rete di persone che lo proteggeva, persone insospettabili. La soddisfazione è grande"