"Favori in cambio di voti", blitz antimafia: arrestato ex deputato regionale siciliano

Blitz a Trapani: 25 arresti. Le accuse mosse dalla procura distrettuale antimafia di Palermo

Blitz antimafia nel trapanese: i carabinieri hanno arrestato 25 persone, tra cui l'ex deputato regionale siciliano del Pd Paolo Ruggirello. "Promesse di posti di lavoro in cambio di voti", sia per le Regionali del 2017 che per le Politiche del 2018, in cui però è stato sconfitto, è una delle accuse a carico di Ruggirello. L'accusa - per lui e per le altre persone arrestate dalla Dda di Palermo - è pesantissima: associazione mafiosa.

Per il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, Ruggirello avrebbe "rappresentato il ponte tra la mafia e le istituzioni, al punto tale da avere offerto somme di denaro per ottenere aiuto per le elezioni 2017". "Fatta salva la sua presunzione di innocenza", tiene a sottolineare Lo Voi, che continua: "Il Gip lo ha ritenuto un vero e proprio referente politico dell’organizzazione mafiosa, aiutato nel suo percorso elettorale fin dal 2008. Un cambio promesse di incarichi e promesse di posti di lavoro".

Con un passato nel centrodestra, nel 2015 Ruggirello è entrato nel Pd. E' stato candidato non eletto alle ultime elezioni per il Senato. Fermata anche Ivana Inferrera, ex assessore comunale di Trapani. Ovviamente, tutte queste accuse restano ancora da verificare.

E' in corso anche il sequestro di beni di società e altri esercizi commerciali per un valore di oltre dieci milioni di euro nell'ambito dell'operazione 'Scrigno'. L'indagine curata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Gianluca De Leo e Claudio Camilleri ha voluto mettere in evidenza il potere della nuova mafia trapanese.

"Non c'è un particolare collegamento tra gli indagati in questa operazione e il boss mafioso Matteo Messina Denaro", ha detto il Procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi durante la conferenza stampa per i 25 arresti di mafia a Trapani. Lo Voi ha poi detto che l'indagine è "significativa per due ragioni: da tanto tempo non c'era un'indagine con arresti sulla città di Trapani. La seconda ragione è che va confermato che l'estensione e la penetrazione mafiosa nei comuni non è legata e finalizzata alle attività che portano a Matteo Messina Denaro". "Messina Denaro, sulla base indagini in corso e risultati da indagini precedenti continua a essere il rappresentante provinciale di cosa nostra trapanese ma ciò non significa che il resto di cosa nostra non continui a fare la sua opera - dice Lo Voi -. Ci sono degli interessi che riguardano i singoli mandamenti".

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