Ashley, l'ultima chiamata: "Forse era ancora viva e chiedeva aiuto"

Nei verbali degli inquirenti, riportati da La Nazione, c’è la cronaca delle ultime ore della vita della giovane americana. La ragazza avrebbe cercato invano di chiamare i soccorsi

FIRENZE - Un'ultima telefonata con il suo cellulare, un vano tentativo di chiamare i soccorsi. Ashley Olsen, la giovane americana uccisa a Firenze, avrebbe composto il numero 11 alle 9,20 del mattino di venerdì 8 gennaio. Per i pm Luca Turco e Giovanni Solinas è stato "evidentemente un ultimo e disperato tentativo di contattare il 112, il 113 o il 118".

Una testimone ha anche raccontato di aver sentito delle grida soffocate quella mattina. L'assassino reo confesso ha dichiarato di aver sollevato Ashley da terra e di aver abbandonato l'appartamento quando era ancora viva e dolorante. Potrebbe aver cercato lui di chiamare i soccorsi per poi cambiare idea per paura. Oppure, non conoscendo la password della ragazza, potrebbe aver fatto scattare per sbaglio un numero di emergenza.

L'errore fatale è stato quello di inserire la sua scheda sim nel cellulare di Ashley per chiamare la fidanzata italiana. Poi ha rimesso la scheda sim nel suo cellulare e sostiene di aver gettato via il telefono dell'americana, che finora non è stato ritrovato. L'autopsia potrà chiarire quanto sia stata lunga l'agonia della giovane americana.