Roma, gli autisti non si arrendono: "Rifiuteremo gli straordinari anche a Natale, sarà blocco"

Prosegue l'agitazione dei dipendenti Atac: pronto un nuovo rifiuto degli straordinari. "Anche qui è stata intrapresa la strada della privatizzazione, sarà battaglia"

ROMA - Come Genova, più di Genova. La Capitale si prepara a imitare e seguire la città ligure. Il via alla protesta lo ha dato il rifiuto agli straordinari: così gli "autisti autorganizzati" hanno aperto la strada ad una protesta che sta pian piano contagiando Roma e l'Italia intera. 

"Roma come Genova? L'Atac come l'Amt? La strada secondo noi è quella e siamo pronti, come i colleghi genovesi, a bloccare la città". A parlare è Micaela Quintavalle, portavoce degli "autorganizzati", il gruppo che da inizio novembre si è apertamente schierato contro l'azienda e i sindacati.

Per Genova l'ipotesi privatizzazione appare sempre più vicina e "anche se qui a Roma per ora non se parla, sappiamo bene che la strada è quella". Una strada che i sindacati, e i lavoratori, non hanno alcuna intenzione di imboccare. "La loro battaglia è la nostra battaglia - spiega la Quintavalle - Noi, come loro, diciamo no alla privatizzazione che vorrebbe dire la distruzione del servizio pubblico". 

E vorrebbe dire, lo ribadisce più volte la Quintavalle, disagi e problemi per l'utenza. "La protesta degli autorganizzati - il nome sarà "Cambiamenti M40" - è anche e soprattutto a tutela dell'utenza, per un servizio pubblico migliore. Se non avremo risposte concrete sui problemi della categoria - annuncia - ripeteremo sotto Natale la protesta degli straordinari, che da soli valgono il 40% dell'intero servizio Atac. Inoltre ci atterremo con scrupolo al codice della strada: non supereremo i 30 chilometri all'ora e ci atterremo al divieto di sorpasso con striscia continua".

Chiare, chiarissime, le richieste: "Chiediamo l'assunzione di 1000 autisti: 115 sono già pronti. Da tre anni coprono i turni estivi e da tre anni l'amministrazione li scarica ad ottobre. Il resto si possono assumere tramite un concorso. Stop ai maxi stipendi: è assurdo che i manager viaggino su cifre astronimiche e in periferia l'utenza e gli autisti siano costretti ad andare in giro su mezzi antiquati. Poi cose più elementari: bagni ai capolinea, pagamento degli arretrati e lo sblocco degli scatti dell'anzianità". Finirà come a Genova?

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