Violenze di Bolzaneto: 7 condanne tra forze dell'ordine e medici

La quinta sezione penale della Cassazione ha confermato le condanne comminate in appello a poliziotti, carabinieri e medici della caserma di Genova che picchiarono e umiliarono i manifestanti fermati

La quinta sezione penale della Cassazione ha confermato le sette condanne disposte in appello per appartenenti a forze dell'ordine e medici coinvolti nelle violenze della caserma di Bolzaneto, durante il G8 di Genova. Assolti invece quattro imputati, tra poliziotti e carabinieri.

Sono state ridotte le parti ammesse ai risarcimenti ed alcuni dovranno essere determinati in sede civile.

I giudici della quinta sezione penale, presieduti da Gaetanino Zecca, si sono riuniti in camera di consiglio dalle 10. Si è partiti con quarantaquattro imputati nel processo, poliziotti, carabinieri, agenti e medici della penitenziaria: per 7 di loro la Corte d'appello di Genova, il 5 marzo 2010, pronunciò sentenza di condanna, per gli altri l'intervenuta prescrizione del reato. Tutti, però, secondo i giudici di secondo grado, devono risarcire, per un totale di quasi 10 milioni di euro, circa 150 no-global vittime delle violenze.

I CONDANNATI - Sono così definitive le condanne pronunciate nei confronti dell'assistente capo di Polizia Massimo Luigi Pigozzi (3 anni e 2 mesi per lesioni aggravate), accusato di aver 'strappato' una mano al manifestante Giuseppe Azzolina, degli ispettori di Polizia Matilde Arecco, Paolo Ubaldi e Mario Turco, condannati a un anno di reclusione perché rinunciarono ai termini di prescrizione, del medico Sonia Sciandra (2 anni e 2 mesi per falso ideologico nella compilazione delle cartelle cliniche) e degli agenti penitenziari Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (condannati a un anno). Tutti i 44 imputati rischiano ora sanzioni disciplinari da parte della Pubblica amministrazione, poiché tale possibilità non è preclusa né dalla prescrizione del reato, né dal fatto che le eventuali condanne, come in questo processo, sarebbero comunque coperte da indulto.

LE REAZIONI - "Non ho ancora sentito una parola da parte del presidente della Repubblica e dei ministri. Dopo due sentenze su quello che è successo a Genova ci aspettiamo le scuse da parte dello Stato". A parlare così è Enrica Bartesaghi, presidente del comitato Verità e giustizia per Genova e madre di una dei giovani coinvolti nei fatti della Diaz e Bolzaneto.

Dello stesso tenore le dichiarazione del leader di Sel Nichi Vendola: "La sentenza di oggi ci dice 2 cose chiare: la prima che a Bolzaneto e alla Diaz vennero sospesi i diritti e la civiltà democratica in una morsa di violenza, e che ora lo Stato debba chiedere scusa alle vittime della mattanza. E poi che è finalmente ora che l'Italia introduca il reato di tortura. Solo così potremo evitare altre vergogne come Bolzaneto e la Diaz".

Potrebbe interessarti

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Brancaleone
    Brancaleone

    Molto bene, chi ha sbagliato deve pagare e non deve più indossare una divisa infangando il lavoro di tanti servitori dello stato, mi dispiace solo di non vedere nessuno di quelli che hanno devastato Genova in galera!

Notizie di oggi

  • Cronaca

    L'Istat: "C'è lavoro per chi studia medicina e ingegneria", ma un laureato su due è precario

  • Politica

    Renzi cancella il reddito di cittadinanza dei 5 stelle: "Il Ddl povertà affossa nostre proposte"

  • Citta

    Marino, caso scontrini: chiesti tre anni di carcere per l'ex sindaco di Roma

  • Politica

    Raggi tempo scaduto: Roma scivola verso il commissariamento

I più letti della settimana

  • Luna nera il 30 settembre: "Ci sarà la fine del mondo"

  • Nasce femmina, ma è maschio: bimbo di due anni operato per cambiare sesso

  • Caso Yara, i giudici: "Bossetti animo malvagio, agì per arrecare dolore"

  • Volontario della Protezione civile muore in un incidente: tornava da Amatrice

  • Brescia, viaggio nel mondo dello scambismo: "Tanti i coniugi, ma vengono anche ventenni"

  • Si filma mentre guida a 170 all'ora: sbanda, urta una barriera e muore sul colpo

Torna su
Today è in caricamento