Evasione fiscale, il calcio trema: chi sono gli indagati

La Procura di Napoli ha "acceso i fari" su 64 persone: nel mirino presidenti, calciatori e procuratori. Spiccano i nomi di Adriano Galliani, Aurelio De Laurentiis, Claudio Lotito e Andrea Della Valle

NAPOLI - La Guardia di finanza, su delega della Procura di Napoli, ha eseguito in varie regioni d'Italia un sequestro di somme di denaro, beni immobili e quote societarie, per un ammontare complessivo di 13 milioni di euro nei confronti di 58 persone appartenenti al settore del calcio professionistico. Mentre nel registro degli indagati sono finite 64 persone, tra cui l'ad del Milan Adriano Galliani, il numero uno della società partenopea Aurelio De Laurentiis, il presidente della Lazio Claudio Lotito, l'ex presidente e ad della Juventus Jean-Claude Blanc. 

EVASIONE FISCALE - I destinatari del provvedimento, tra il 2009 e il 2013, si sarebbero resi responsabili, secondo l'ipotesi investigativa, "in maniera sistematica di reati tributari, mediante condotte fraudolente esclusivamente finalizzate a evadere il fisco". Il blitz delle Fiamme gialle ha consentito di accertare "l'esistenza di un radicato sistema finalizzato ad evadere le imposte" posto in essere da 35 società calcistiche di serie A e B nonché - informa una nota del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli - da oltre un centinaio di persone fisiche, tra calciatori e loro procuratori". 

PROCURATORI E PRESIDENTI - Le Fiamme Gialle hanno appurato che i procuratori "provvedevano a fatturare in maniera fittizia alle sole società calcistiche le proprie prestazioni, simulando che l'opera di intermediazione fosse resa nell'interesse esclusivo dei club, mentre di fatto venivano tutelati gli interessi degli atleti assistiti dagli agenti medesimi". Le società, da parte loro, "approfittavano dell'indebito vantaggio di potersi completamente dedurre dal reddito imponibile queste spese, beneficiando altresì - si legge in una nota - della detrazione dell'imposta sul valore aggiunto relativa alla pseudo-prestazione ricevuta in esclusiva". In questo modo veniva consentito ai calciatori di "non dichiarare quello che sostanzialmente era un fringe benefit riconosciuto agli stessi dalla società calcistica che si accollava, a vantaggio dell'atleta, anche la spesa per l'intermediazione". In altri termini l'importo pagato dal club costituiva "un reddito da imputare effettivamente al calciatore e, di conseguenza, la società calcistica ometteva il pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali sul maggior reddito lordo ascrivibile all'atleta". 

CHI SONO GLI INDAGATI - Questi i nomi dei 64 indagati dalla Procura di Napoli nell'ambito dell'inchiesta ribattezzata "Fuorigioco".

Procuratori sportivi: Alessandro Moggi; Marco Sommella; Vincenzo Leonardi; Riccardo Calleri; Umberto Calai&