La guerra di Salvini alle droghe bocciata dalle comunità di recupero

Duecentomila persone in terapia e 100 nuove sostanze psicoattive ogni anno: le comunità terapeutiche danno i numeri di quella che Salvini ha chiamato "emergenza nazionale" sconfessando il modus operandi del vicepremier: "Pene più dure non sono la risposta"

Il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini durante la trasmissione di La7 "Otto e Mezzo", Roma, 08 maggio 2019. ANSA/ANGELO CARCONI

A due settimane dalle elezioni europee il vicepremier leghista Matteo Salvini è riuscito a catalizzare l'attenzione sul tema delle droghe leggere facendo da contraltare ai numerosi episodi che richiamano all’ideologia fascista e passare in secondo piano il caso dell'sottosegretario Siri.

Tutto nasce da un incontro avvenuto al Viminale tra i ministri dell'interno e della famiglia con i rappresentanti delle comunità terapeutiche. Eppure proprio dalle associazioni che hanno preso parte all'evento arrivano le critiche contro le misure anticipate da Salvini come sulla particolare enfasi posta sui negozi di cannabis light. "È come guardare il dito invece della luna" spiega Riccardo De Facci, presidente del CNCA, il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, affermando inoltre che visto la sua delicatezza e complessità è un tema "da tener fuori da qualsiasi intento di propaganda".

Secondo le considerazioni avanzate dalla federazione delle comunità d'accoglienza l’inasprimento delle pene e il ricorso al carcere non sono la risposta prioritaria per il consumo, l’abuso e la dipendenza da droghe.

"Un consumatore deve incontrare un operatore che sia in grado di comprenderlo e aiutarlo, non finire in carcere o davanti agli operatori della sicurezza. Per questo riteniamo che la legislazione oggi in vigore nel nostro paese in materia di droghe, vecchia di trent’anni, vada sì radicalmente cambiata, ma non per accrescere la sfera penale e diminuire il ricorso alle pene alternative".

Al contrario propongono di rafforzare -con la creazione di un fondo nazionale dedicato- un sistema che si fa carico di 200mila persone che intraprendono un cammino per allontanarsi dalle dipendenza da sostanze psicotrope.

"Siamo lieti che il governo intenda realizzare una Conferenza nazionale sulle droghe attesa da dieci anni, perché la questione droghe ha, prima di tutto, un rilievo sociale e sanitario".

Cani antidroga nelle scuole: bocciati

Bocciata invece l'idea di rendere le scuole sicure attraverso l’uso esclusivo di forze dell’ordine e unità cinofile.

"Occorre, invece, un grande piano nazionale di prevenzione – atteso da anni – che veda protagoniste le famiglie, le scuole, le comunità locali nel loro complesso".

Allo stesso modo non ci convince l’enfasi posta sui negozi di cannabis light. "L’Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato che in Italia, lo scorso anno, sono state rilevate più 100 nuove sostanze psicoattive. È su questo che dobbiamo concentrare la nostra attenzione." spiega ancora De Facci.

Nel frattempo oggi sono stati chiusi tre negozi di cannabis legale a Macerata, Porto Recanati e Civitanova Marche su indicazione del Questore della Provincia marchigiana. Notizia subito rilanciata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini che annuncia come il 'modello Macerata' potrà essere replicato in tutta Italia: "Oggi stesso manderò una direttiva con questa indicazione".

Salvini-Di Maio, nuovo scontro sulla cannabis

Quello della droga si annuncia come il nuovo fronte -addirittura più spinoso del caso Siri- nella storia dei burrascosi rapporti tra Lega e Movimento 5 stelle. Se Salvini si è rivolto a Di Maio chiedendo al leader pentastellato di far ritirare al senatore Mantero la proposta di legge sulla liberalizzazione delle droghe leggere perché "non nel contratto di Governo", lo stesso capo politico del Movimento 5 stelle ha invitato la Lega smetterla con quelle che definisce "provocazioni":

"Non se ne può più! C`è un contratto, portiamolo avanti. Iniziamo a farlo con un tavolo che concretizzi in tempi rapidi la Flat tax e il salario minimo. Non a caso hanno ricominciato a parlare di grembiulini, armi, province e ora arrivano persino ad inventarsi che siamo a favore della droga".

Elezioni europee, ultimi sondaggi: chi scende e chi sale

Nel frattempo è stato annullato il "Sativa Torino Expo", il Salone della cannabis in programma dsl 17 al 19 maggio al Pala Alpitour.

"Sativa Torino Expo è nato come un progetto culturale e divulgativo che come obiettivo principale si pone la diffusione e l'informazione sugli usi e la storia della canapa sativa, sul cbd e cerca di fare chiarezza su argomenti, qui in Italia, ancora molto controversi. Il ministro Salvini ieri ha divulgato un'intervista dove cita il festival della canapa e lo definisce uno scempio, oltre a giurare di far chiudere qualunque punto vendita commercializzi la canapa sativa. Difficile a questo punto far comprendere che Sativa Torino expo non è una festa che punta alla promozione delle droghe leggere".

Da Prato il sottosegretario Carlo Sibilia frena. E sull'ipotesi di porre i sigilli su tutti i cannabis shop taglia corto: "Per me e' un tema che non esiste- afferma, interpellato dai giornalisti nel corso di una conferenza stampa in prefettura-. Se ci sono dei business irregolari, illegali vanno chiusi tutti. Se ci sono delle attivita' lavorative che sfruttano i lavoratori, che non pagano le tasse, devono essere sanzionati, perseguiti in base alle leggi vigenti".

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