"Carola Rackete non andava arrestata": bocciato il ricorso

La Cassazione ha respinto il ricorso della Procura di Agrigento contro la liberazione della comandante della nave Sea Watch 3. Approdata a Lampedusa forzando un posto di blocco, Rackete era stata arrestata con l'accusa di violazione del decreto Sicurezza bis e del codice della navigazione e di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Carola Rackete, foto Ansa

Legittimo il "no" all'arresto. Carola Rackete, comandante della nave ong Sea Watch 3, non andava arrestata. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Procura di Agrigento contro l'ordinanza che lo scorso luglio aveva rimesso in libertà la giovane comandante tedesca che a fine giugno era entrata nel porto di Lampedusa nonostante il divieto della Guardia di Finanza.

Carola Rackete, Cassazione boccia il ricorso contro la comandante della Sea Watch

Nel dettaglio, la terza sezione penale della Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura, dando così ragione alla gip di Agrigento Alessandra Vella, che non aveva convalidato l'arresto, escludendo il reato di resistenza e violenza a nave da guerra che era stato contestato a Rackete. In seguito alla manovra per approdare nel porto di Lampedusa, la Sea Watch aveva anche leggermente urtato una motovedetta della Guardia di finanza. Secondo il gip, comunque, il reato di resistenza a pubblico ufficiale era stato giustificato dalla scriminante di "aver agito all’adempimento di un dovere", ovvero salvare vite umane in mare.

Carola Rackete era agli arresti domiciliari dopo l’approdo nel porto di Lampedusa, ma il gip ha quindi deciso, nei giorni successivi all’arresto, di non convalidare la misura restrittiva e il divieto di dimora in provincia di Agrigento. Anche se la Cassazione avesse ribaltato la decisione del gip accogliendo il ricorso, comunque, Carola Rackete sarebbe rimasta in libertà. Le motivazioni della Cassazione sulla sentenza saranno depositate nel giro di trenta giorni.

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"Avevamo ragione noi, Carola Rackete non andava arrestata"

"Non conosciamo ancora le motivazioni ma adesso sappiamo con certezza che avevamo ragione noi: Carola Rackete non andava arrestata", ha detto all'Adnkronos l'avvocato Leonardo Marino, legale della comandante tedesca. "Vedremo adesso se la Procura di Agrigento darà seguito a questa pronuncia della Cassazione - ha proseguito - o se andrà avanti su questa sua tesi, che riteniamo folle. Arrestata perché aveva salvato vite umane". E poi ha aggiunto: "In quel periodo ricordo una particolare tensione politica e adesso siamo felici per l'esito di questa vicenda. I giudici della Cassazione hanno dato ragione a noi".

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