Sfrattati per la Tav: "Lo abbiamo saputo vedendo la foto di casa sul giornale"

Parla Alessandra Zannini, una degli abitanti di Via Toscana a Brescia, che ha dovuto subire l'esproprio della sua casa per fare spazio al cantiere dell'Alta Velocità: "Tra quelle mura i ricordi di una vita"

"Mi ricordo bene la scena con la mia famiglia: apriamo il giornale, si parlava di case da abbattere e c'era la foto del nostro condominio". Comincia così a raccontare la sua storia Alessandra Zannini, 26 anni. Lei, come circa un centinaio di suoi vicini di casa, ha dovuto lasciare la propria abitazione per fare posto al cantiere della linea dell'Alta Velocità che passerà dalla loro città, Brescia.

E' l'estate del 2012 e quel trafiletto sul Giornale di Brescia è il modo con cui l'Italferr, la società che gestisce i lavori, sta informando la città su quello che succederà di lì a pochi mesi: verranno espropriate le abitazioni di via Toscana. "Tutto è successo velocemente: abbiamo letto quell'articolo e abbiamo deciso di organizzarci. Ma non è stato facile: dire 'sono Notav, sono contro questo cantiere' è quasi come dire terrorista oramai, a causa del modo in cui si parla di questo movimento. Così noi che stavamo per perdere la nostra casa a causa di quel treno non venivamo ascoltati".

Intanto il tempo passa e a quelle famiglie arriva una lettera in cui si chiede di formalizzare la proposta di indennizzo per l'esproprio: "Di fronte a tutto questo abbiamo cercato di alzare la tensione mediatica, abbiamo contattato il comune e le amministrazioni locali, ma nessuna risposta. Sembrava che sul questa cosa dovesse rimanere il silenzio". Nasce così il comitato degli abitanti di Via toscana: iniziano a raccogliere materiale e scaricano documenti dal sito di Italferr che sottopongono a ingegneri ed esperti. Nulla: sembra proprio che la ditta sia autorizzata a prendersi le loro case. "Sul loro sito c'erano i comunicati d'esproprio ma ovviamente non ce li avevano mandati".

VIDEO: IL VIAGGIO DI ALESSANDRA NELLA CASA CHE ERA SUA

Il 2 ottobre 2012 il comune di Brescia, i vertici di Italferr e i cittadini coinvolti nell'esproprio si incontrano presso uno dei locali dell'Asl. Ma la situazione non migliora: "All'entrata ci hanno chiesto i documenti come se fossimo dei criminali. In quest'assemblea non ci è stato spiegato nulla ma ci hanno detto che non ci hanno avvisato perché non avevano i soldi per 27 raccomandate".

Tante quante le abitazioni da espropriare che in tutto fanno circa un centinaio di persone: "Molti di loro sono anziani e pensionati ma ci sono anche bambini e famiglie, tutte vittime di un vero e proprio ricatto". Gli abitanti hanno anche fatto ricorso al Tar ma i tempi di Italferr erano sempre più stretti: "La prima data del ricorso doveva essere a dicembre, troppo tardi perché per ottenere l'indenizzo dall'esproprio avremmo dovuto firmare prima. L'alternativa era aspettare la sentenza del Tar e rinunciare, oltre che alla casa, anche all'indenizzo che è di circa mille e seicento euro al metro quadro".

Insomma 'alta velocità' anche nel modo di avviare gli espropri: "Ci siamo sentiti costretti a firmare perché le procedure sono state davvero velocizzate. Il tutto per cantieri che magari non si concluderanno mai. Adesso le nostre case sono di proprietà di Italferr e nella zona dove vivevamo c'è un guardiano che le sorveglia: se noi cercassimo di rientrare saremmo passabili di denuncia".

Il progetto dell'Alta Velocità a Brescia è stato avviato anche in vista dell'Expo2015 come la Brebemi, la nuova autostrada Brescia-Milano. I due cantieri si trovano proprio nella stessa zona dove stono state espropriate le case. Ma adesso che succederà agli abitanti? "Abbiamo lasciato il condominio da due mesi e settimana scorsa abbiamo consegnato le chiavi. Viviamo da un'altra parte e abbiamo dovuto traslocare tutta una vita: in Via Toscana ero cresciuta con mia sorella Valentina e con la mia famiglia abbiamo passato un anno e mezzo devastante, pieno di rabbia, sofferenza e frustrazione. Ma non finisce tutto qui. Continueremo a informare perché tutti devono capire che dietro questo treno si nascondono corruzione, devastazione dei territori, pericoli per la salute dei cittadini e le generazioni future".

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