Cucchi, chiesto il processo per il teste chiave Casamassima: "Non mi è stata trovata droga"

Il carabiniere sarebbe accusato di detenzione di droga ai fini di spaccio. "Non è la prima volta che vengono fatti dei tentativi per delegittimarmi", ha detto stamattina a Rai Radio1 "Centocittà"

Riccardo Casamassima durante il processo nel tribunale di Roma a piazzale Clodio, 8 aprile 2019. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Con le sue dichiarazioni sul pestaggio subìto in caserma dal geometra romano ha fatto riaprire il caso Cucchi. Oggi l'appuntato Riccardo Casamassima - secondo indiscrezioni di stampa - è stato rinviato a giudizio dalla Procura di Roma per il reato di detenzione di droga ai fini di spaccio. Il pm Giuseppe Bianco avrebbe sollecitato il processo anche per altre quattro persone tra cui la compagna di Casamassima, anche lei appuntato dei carabinieri.

In riferimento alla notizia del rinvio a giudizio, Casamassima è intervenuto questa mattina su Rai Radio1 all’interno di Centocittà, il programma condotto da Ilaria Amenta, Gianluca Semprini e Duccio Pasqua. Queste le sue parole: "Non è la prima volta che vengono fatti dei tentativi per delegittimarmi. Infatti ci sono anche altri procedimenti penali a mio carico e lo dimostra anche il fatto che il 21 sono parte offesa nel processo Cucchi. Mi aspettavo mi potessero fare qualcosa, certo non mi aspettavo una cosa del genere. In queste ore stanno dando delle informazioni totalmente false e sbagliate. Mi è stata fatta una perquisizione nel 2014 a casa, dalla squadra mobile, dal reparto operativo dei Carabinieri inerente uno dei procedimenti penali a mio carico che non c’entrano niente con la droga".

Alla domanda: "Le è stata trovata della droga in casa?", Casamassima ha risposto: "Assolutamente no. Poi ci sono gli atti che parlano. Non mi è stata trovata droga né elementi riconducibili allo spaccio. Ci sono state dichiarazioni di una persona che ha affermato questo. Non c’è riscontro. C’è solo una dichiarazione di una persona. Questa dichiarazione poi è arrivata subito dopo la testimonianza al processo Cucchi. Potrebbe essere legato a una cosa ritorsiva. Uso il condizionale perché ci sono ancora degli accertamenti da fare. Abbiamo visto tutto stamattina. Ma stiamo abbastanza tranquilli perché non è la prima volta".

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Riccardo Casamassima è il carabiniere che nel 2016 ha consentito al pm Giovanni Musarò di riaprire l'inchiesta sul pestaggio subìto in caserma da Stefano Cucchi, quando venne arrestato da alcuni militari dell'Arma la sera tra il 15 e il 16 ottobre del 2009. Il geometra di 31 anni morì all'ospedale Sandro Pertini sei giorni dopo. Casamassima ha ribadito le accuse ai suoi colleghi anche nel processo per omicidio preterintenzionale che si sta celebrando in Corte d'Assise e ha denunciato di essere stato demansionato con riduzione dello stipendio per la collaborazione fornita alla magistratura.

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