Si autoproclama Re e fa causa allo Stato per dividere la Sicilia

Nella causa, arrivata fino alla Cassazione, l'uomo ha anche chiesto che l'Italia comunicasse all'Onu la decisione affinchè fossero inviati ispettori per coordinare la transizione. Lui, fino alle elezioni, sarebbe stato il reggente

ROMA - A torto o ragione, lui ci credeva. E forse, sotto sotto, ci aveva anche sperato. Tal Giuseppe Mignemi, signore siciliano dalla velleità secessioniste, ha portato in Cassazione lo stato Italiano affinchè riconoscesse la separazione della Sicilia. Sì, da un lato la "Sicilia occidentale: indipendente e neutrale". Dall'altro, la "Sicilia orientale: autonoma a statuto incompleto da sessant'anni per ostruzionismo e complotto politico del governo unitario accentrato a Roma". 

Lo stesso governo che Mignemi ha sperato di battere in Tribunale almeno fino a quando la Cassazione lo ha dichiarato "sconfitto" perché ai tre gradi di giudizio si era presentato senza un avvocato. Nella sentenza pubblicata oggi, la Corte ha ripercorso punto per punto l'ardito, a dire poco, piano del secessionista nostalgico. 

"Il ricorrente - scrivono i giudici - chiedeva che in via giudiziaria fosse riconosciuta la condanna dell'Italia a comunicare alle Nazioni Unite la sentenza, affinchè la comunità internazionale potesse inviare degli ispettori per accompagnare la transizione. Lui stesso si sarebbe riconosciuto reggente provvisorio della Sicilia orientale e dopo sei mesi avrebbe proclamato le elezioni". Tutto, insomma, era già organizzato per il meglio. 

Il nuovo Stato sarebbe stato fuori dalla moneta unica e le tasse sarebbero confluite nelle casse del "Nuovo Stato Sovrano, in pace con il resto del paese". "Chiede - continua la ricostruzione della Corte - anche alla Cassazione di riconoscere l'ordine di sfratto alla base navale dei Sigonella, che sarebbe diventata un aeroporto civile". Il ricorso si conclude, poi, con la richiesta di citazione dell'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e dell'ex premier Silvio Berlusconi, nonchè del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. 

Nemici potenti per uno Stato appena nato. Ma tant'è: la Sicilia non sarà mai divisa in due, almeno fino al prossimo secessionista, perché Mignemi si è presentato senza un avvocato. "La presenza di un avvocato è necessaria - scrive la Suprema Corte - da un lato per la complessità delle norme e il tecnicismo nella redazione degli atti che richiedono la preparazione di un tecnico, dall'altro perchè la collaborazione di un esperto serve a filtrare il processo dalle emozioni e dalla passionalità dei diretti protagonisti delle lite e che potrebbero privarli delle necessaria lucidità". Lucidità, forse, mai esistita. 

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Commenti (2)

  • A questo punto mi sorge una domanda: e se invece avesse avuto un (bravo) avvocato?

  • Ma c'è o ci fà? Consiglio di cambiare spacciatore!

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