Regeni, i pm di Roma: "Sevizie e crudeltà su Giulio"

"Ucciso da professionisti della tortura": dall'esame del computer di Giulio Regeni non emergono legami con i servizi segreti. Al vaglio i movimenti sul telefonino attraverso i social network e le chat del giovane

Giulio Regeni

Giulio Regeni non è morto per cause "personali" o "accidentali". Il decesso del giovane ricercatore universitario friulano sarebbe arrivato in seguito a sevizie e crudeltà. E' un dato certo acquisito finora dagli inquirenti della Procura di Roma che respingono i dubbi e le "presunte notizie" che vengono invece dall'Egitto.

La pista di chi indaga a piazzale Clodio è che Giulio sia stato ucciso per un qualche elemento collegato al suo lavoro e ai suoi studi. Anche se non emerge dall'esame del computer che il risultato di quegli accertamenti del ragazzo sia uscito dall'ambito universitario. Gli inquirenti puntano a ricostruire i movimenti di Giulio attraverso i social network, i possibili accessi dal telefonino. Per questo i magistrati di piazzale Clodio hanno attivato da tempo una richiesta di informazioni ai maggiori operatori del web sia per ricostruire tutti i messaggi di Giulio che per avere un quadro più dettagliato possibile degli spostamenti al Cairo del giovane ricercatore friulano.

Su questo versante i magistrati si aspettano risposte ufficiali solo nelle prossime settimane. Attraverso gli accessi ad internet gli inquirenti potrebbero avere ulteriori notizie sulla vita di Giulio e le relazioni che intratteneva in Egitto e non solo. In particolare l'interesse di chi indaga è acquisire i dati relativi ai dispositivi gps collegati al telefono cellulare, mai trovato dopo la scomparsa del giovane.