Movida, appelli nel vuoto: a Milano locali presi d'assalto, folla e poche mascherine

In una delle zone storicamente calde della movida meneghina, l'ultima notte è stata una notte "normale", che ha ricordato molto da vicino i giorni in cui di coronavirus neanche si parlava. Nel video di MilanoToday tantissimi giovani e poche mascherine

Voglia di movida batte Coronavirus, di nuovo. Le "cartoline" scattate venerdì sera e notte tra Moscova, corso Como e corso Garibaldi a Milano lasciano poco spazio ai dubbi: la voglia di uscire, di far festa - insieme all'allentamento delle restrizioni e alle riaperture dei bar - sembrano aver fatto dimenticare la necessità, stabilita da regione Lombardia, di rispettare alcune regole per evitare che l'epidemia ricominci a correre.

In una delle zone storicamente calde della movida meneghina, l'ultima notte - soprattutto dalle 22 in poi - è stata una notte "normale", che ha ricordato molto da vicino i giorni in cui di Coronavirus neanche si parlava. Numerosi lettori hanno segnalato a MilanoToday tantissimi giovani in strada e le situazioni più delicate, inevitabilmente, si sono registrate fuori dai locali con folle e distanze non sempre rispettate, tanto che sui social - Instagram su tutti - i video della serata di "festa" si sprecano, con numerosi richiami - in alcuni casi ironici - agli "assembramenti".

È bene ricordare, però, che uscire di casa per incontrare gli amici è ormai permesso, gli unici dettami sono indossare sempre la mascherina e rispettare la distanza di un metro tra le persone.

Coronavirus, nuove restrizioni in Lombardia dopo il caos movida 

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Nei giorni scorsi il sindaco prima e il presidente di regione poi avevano cercato di richiamare i cittadini alla responsabilità proprio in tema di aperitivi e locali, sottolineando che chiaramente per le forze dell'ordine non è facile presidiare tutta la città. "Io capisco i ragazzi, che poi non sono solo ragazzi, che hanno bisogno di socialità però diciamolo: così il rischio è elevato - aveva detto giovedì Beppe Sala, che già in passato si era 'incazzato' per le scene viste sui Navigli -. Ho incontrato il prefetto e abbiamo definito un piano di intervento più deciso. Lato nostro polizia locale, avremo più pattuglie e ho chiesto al comandante dei vigili di procedere con più severità sulle multe. Ho poi chiesto al prefetto - aveva concluso il primo cittadino - di chiudere quei locali che sono lontanissimi da ogni rispetto delle regole".

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Sulla stessa lunghezza d'onda Attilio Fontana, che aveva fatto riferimento agli "stupidotti" e ai "troppi apericena". "È bello rivedere i cittadini liberi di circolare e conquistare passo dopo passo la nuova normalità. Creare assembramenti intorno a uno spritz, però, non è buon senso. - aveva detto sempre nella giornata di giovedì -. Incontrare gli amici, mantenendo il giusto distanziamento e con la mascherina lo è. Considerazione che ho condiviso ieri sera incontrando il prefetto di Milano, Renato Saccone, e il sindaco. Ringrazio la stragrande maggioranza dei cittadini che continua a seguire le regole. Ai quattro 'stupidotti' che non stanno alle norme vigenti dico solo che vanificare gli sforzi compiuti fin qui è follia", aveva attaccato Fontana.

Non è il tempo della movida né delle feste (neppure in casa)

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